03 Settembre 2026

Giovedì 17 e venerdì 18 settembre a Pollenzo una conferenza internazionale su cibo, memoria, trasmissione di saperi e identità tra le generazioni
Partecipano alla conferenza studiosi e ricercatori da prestigiose università internazionali: Yale, Sorbona, Durham, Duke, Coimbra, California.

Università di Scienze Gastronomiche, Pollenzo | 17–18 settembre 2026

In che modo ricordiamo attraverso il cibo? E che cosa possono dirci il cucinare, il mangiare, i sapori, la fame e la convivialità sui modi in cui il passato continua ad abitare il presente?

Il 17 e 18 settembre 2026, l’Università di Scienze Gastronomiche ospiterà il convegno internazionale Food and Memory: Practices, Narratives, and Afterlives of the Past, che riunirà studiose e studiosi di discipline differenti e delle università più prestigiose (Yale, Sorbona, Durham, Duke, Coimbra, California) per esplorare il cibo come luogo privilegiato del ricordare.

Il convegno prende le mosse dall’idea che il cibo sia molto più di un nutrimento, di una tradizione culturale.
Le pratiche quotidiane di preparazione e condivisione del cibo possono funzionare come archivi incorporati, trasmettendo esperienze, identità, legami e storie da una generazione all’altra.
Allo stesso tempo, il cibo può rendere visibili esperienze difficili da narrare: la fame e la privazione, lo sradicamento e l’esilio, il colonialismo e la guerra, così come il silenzio, la perdita e il trauma storico. Il cibo, ancora, svela gli orizzonti della geografia umana, di un immaginario collettivo, le forme della mobilità, le strategie per superare ostacoli, barriere, confini e guerre.

Se i food studies hanno da tempo indagato questioni legate all’identità, alla migrazione e al patrimonio, e i memory studies hanno esplorato la trasmissione e le eredità del passato, il dialogo sistematico tra questi due ambiti rimane ancora relativamente limitato.

Il convegno intende mettere in relazione queste prospettive, interrogandosi non soltanto su come il cibo conservi le memorie, ma anche intraprendendo una nuova traiettoria interpretativa: ossia indagando come i ricordi vengano trasformati, contestati, dimenticati, reinterpretati ed ereditati attraverso il cibo.

Nel corso di sette panel, i partecipanti esploreranno il rapporto tra cibo e memoria della Shoah; le eredità degli imperi e il cibo nelle istituzioni; pratiche incorporate e rituali; memorie transnazionali del cibo italiano; cibo ed eredità della guerra; cucine diasporiche, genere ed eredità; e cibo, esilio, migrazione e appartenenza.

Attraversando periodi storici e contesti geografici diversi – dall’Europa e dal Mediterraneo all’Asia, all’Africa e alle comunità diasporiche – gli interventi analizzeranno il cibo attraverso fonti orali, narrazioni familiari, pratiche domestiche, letteratura e media, cultura materiale e gesti quotidiani del cucinare e del mangiare.

Il convegno ospiterà due keynote lectures di Alessandro Portelli, il cui percorso di ricerca ha profondamente segnato il campo della storia orale, e Marianne Hirsch, il cui influente lavoro sulla postmemory ha trasformato lo studio della memoria intergenerazionale.

Nel loro insieme, le due giornate invitano a considerare il cibo non semplicemente come qualcosa attraverso cui il passato viene conservato, ma come uno spazio in cui il passato viene continuamente ricordato, incorporato, negoziato e rielaborato.