Storia
e Missione
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nata e promossa nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food con la collaborazione delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna, è un’università non statale legalmente riconosciuta dallo stato italiano.
Nella sua ultraventennale attività, l’ateneo ha accresciuto costantemente i suoi corsi di studio, e conseguentemente il numero degli studenti, giungendo a proporre un’offerta didattica completa e unica nel suo genere in Italia e all’estero, affermandosi come un’istituzione dinamica, flessibile e di impronta fortemente internazionale.
La peculiarità dei suoi corsi attrae studenti da decine di paesi diversi, interessati all’originale progetto formativo che, coniugando studio, pratica e viaggi didattici in tutto il mondo, consente loro di operare per sviluppare i futuri scenari del cibo.
Questo approccio metodologico e didattico fornisce agli studenti una visione globale dei sistemi di produzione del cibo sia passati che presenti, permettendo inoltre di apprezzare la ricchezza delle diversità culturali.
L’ateneo forma i gastronomi, nuove figure professionali che hanno conoscenze e competenze interdisciplinari nell’ambito delle scienze, cultura, politica, economia ed ecologia del cibo e sono in grado di sviluppare valori come la sostenibilità e la sovranità dei sistemi alimentari globali, comprendendone tutte le fasi, dalla produzione al consumo.
La chiave di volta di quello che può essere definito gastronomo è la profonda comprensione del cibo come valore e del suo ruolo importante nel creare e modellare la società.
Ad oggi gli studenti che hanno frequentato e frequentano l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo sono oltre 4000.
Vent’anni di Evoluzione
Le tappe del cammino di UNISG, dalla nascita a oggi, costituiscono un percorso verso l’eccellenza sostenibile. Abbiamo l'obiettivo di richiamare a Pollenzo le migliori menti del mondo della ricerca, delle istituzioni, del settore primario e delle grandi imprese per discutere e pensare i temi legati alla biodiversità in tutte le sue sfaccettature.
2025
UNISG celebra oltre vent'anni di attività con una comunità di più di 4000 studenti e alumni. L'ateneo si consolida come polo internazionale di ricerca e formazione sui temi della sostenibilità e delle scienze gastronomiche.
2020
Nonostante la pandemia, l'ateneo attiva la prima sessione di laurea telematica con 32 studenti da tutto il mondo. A settembre la didattica riprende in presenza con nuove soluzioni logistiche.
2015
Nasce il Food Industry Monitor, osservatorio sulle performance delle aziende del Food and Beverage. A Milano si svolge Terra Madre Giovani – We Feed the Planet, organizzata da UNISG e Slow Food.
2010
Nasce il Club dei Partner Strategici dell'UNISG e si tiene la prima "Advanced School in Sustainability and Food Policies", con esperti di fama internazionale come Vandana Shiva, Jeremy Rifkin e Fritjof Capra.
2005
Viene presentata la sede della Reggia di Colorno, avviando i primi Master post laurea. A Pollenzo si inaugura uno dei più grandi Laboratori di Analisi Sensoriale d'Italia.
Più informazioni
Il Piano Strategico è il documento principale che delinea le linee di sviluppo di un Ateneo nell'arco di un triennio. Esprime la missione fondamentale dell'istituzione e le caratteristiche che ne contraddistinguono l’impegno nel panorama accademico italiano e internazionale.
Le Politiche per la Qualità dell'Ateneo descrivono obiettivi e definiscono strumenti tesi al miglioramento continuo della qualità. In particolare, delineano specifiche strategie che l’Ateneo programma al fine di realizzare i propositi illustrati nel piano strategico per la didattica, la ricerca e la terza missione.
"Cominceremo ora a trattare l'opera più grandiosa della natura: esporremo all'uomo i suoi cibi, e lo costringeremo ad ammettere che gli è sconosciuto ciò che lo fa vivere" (Plinio, XX, 1).
Nutrirsi costituisce la prima scintilla della vita e la condizione per il suo stesso mantenimento. L’evidenza dell’importanza del cibo è tuttavia quasi sempre rimasta indecifrabile, addirittura sepolta in un cono d’ombra da gran parte della cultura e della scienza ufficiali. Come vale per il cibo, così la “Gastronomia” è una parola affascinante, ma ambigua e sfuggente. Con una storia lunga, ma per larghi tratti rimasta sottotraccia, la gastronomia è emersa solo da pochi decenni quale discorso fondante della cultura e della società.

L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è il primo Ateneo del mondo che ha accettato l’antica sfida pliniana, collocandola nell’odierno contesto della ricerca, della scienza e della cultura su scala globale e secondo una visione sistemica. Perché la gastronomia è ovunque: essa non riguarda soltanto determinati cibi, certi modi di cucinarli e di consumarli, magari soltanto certe tradizioni o certi luoghi del pianeta. Ogni prodotto della terra, dei mari, dei boschi può essere gastronomia. Ogni cucina, dalla più semplice e domestica alla più ricercata, può essere gastronomia. Ogni modalità di consumo può essere gastronomia. La gastronomia è lo studio di tutto ciò che ha a che fare con il cibo inteso come valore culturale e scientifico. La gastronomia ha a che fare con la condizione vivente, umana, animale e vegetale. Essa è passione e amore per la vita, ovunque essa si realizzi in rapporto alla necessità primaria e perenne dell’alimentazione.
Le scienze gastronomiche partecipano e promuovono un modello di conoscenza complesso, sistemico e inclusivo. Esso non si struttura secondo il paradigma dualistico di rigide categorie oppositive – come corpo/anima, sensibile/intellegibile, prassi/teoria – ma secondo quello della relazione e della coevoluzione, dell’implicazione e della pariteticità. La gastronomia è necessità nutritiva, desiderio e piacere; essa studia e comprende al tempo stesso le abilità tecniche, i savoir faire, la fantasia e l’immaginazione creativa. Nelle scienze gastronomiche la conoscenza è al contempo scienza e cultura.
Nella visione dell’Università di Pollenzo le scienze gastronomiche pongono di diritto e di fatto sullo stesso piano teoria e prassi, contemplazione e osservazione, libri e mani, testa e corpo, scrittura e oralità, gesto e parola. L’interazione avviene tanto sul piano delle scienze naturali che umane, secondo un modello olistico e critico nel quale l’insieme delle relazioni inerenti lo studio del cibo definisce un terreno eccedente la somma delle singole discipline, con il fine di produrre nuovi linguaggi, interdisciplinari e trasversali, rigorosi ma duttili, adatti a raccogliere le sfide epistemologiche, etiche, sociali e politiche del nostro tempo. Occorre fornire risposte adeguate alle urgenze che caratterizzano il nostro presente per preparare un futuro migliore per tutti gli abitanti del pianeta.
Le ingiustizie sociali ed economiche, la crisi ecologica, la scarsità delle risorse naturali disponibili: questi dati, che costituiscono da tempo l’asse portante delle urgenze del nostro presente, chiamano profondamente in causa anche la questione del cibo. Molte autorevoli voci, da più parti, sempre più richiamano perciò la necessità di una "ecologia integrale", che rimetta al centro della vita sulla terra la felicità e la giustizia tra i popoli. Le scienze gastronomiche contribuiscono a fornire risposte e soluzioni per la costituzione di un modello ecologico globale basato sulla valorizzazione delle differenze e della biodiversità.
Le scienze gastronomiche propongono una concezione epistemica, etica, economica e politica in cui il cibo non è visto come oggetto di puro dominio da parte dell’essere umano. Esse si adoperano per la conservazione del patrimonio culturale, connesso più in generale alla salvaguardia del Pianeta, alla libertà di accesso al cibo e alla conoscenza a esso correlata. In questo contesto, la libertà individuale e la responsabilità per la vita degli altri viventi sono necessariamente intrecciate, perché senza la seconda anche la prima è minacciata.
Studiare le scienze gastronomiche significa elaborare e praticare una nuova forma di vita, che coniuga le diversità e le specificità culturali con il bisogno e il desiderio universali di cibo buono, sano e giusto per tutti. Perché il cibo riguarda tutti ed è di tutti.
Il gastronomo studia per comprendere i processi del cibo, dalla produzione al consumo, dalle tecniche e dalle tecnologie ai simboli e alle narrazioni, ugualmente interessato a ciò che nutre tanto il corpo quanto l’animo umano.
Il gastronomo assaggia, cioè sperimenta ed esplora, navigando nel mare aperto dell’esperienza e della storia, adoperando il cibo come vettore di consapevolezza civile e responsabilità etica. Insieme allo studio teorico, l’osservazione partecipata e l’esperienza vissuta in prima persona sono al centro della sua formazione. Attraverso l’esperienza diretta, il gastronomo apprende il rispetto, la cura e l’umiltà indispensabili per comprendere fino il fondo l’importanza del valore del cibo come legame comunitario originario fra tutti i viventi.
Pollenzo è un piccolo borgo affacciato sul Tanaro, appartenente al comune di Bra, che da sempre ha un importante legame storico e territoriale con il mondo dell’agricoltura e dell’enologia.
Di origine romana, l’antica Pollentia fu fondata alla fine del II secolo a. C. e ospitava grandi opere pubbliche quali il teatro, l’anfiteatro, alcuni templi e acquedotti.
Nel 1762 Pollenzo entrò a far parte delle dipendenze della casa Savoia. Nel 1832 iniziarono i lavori di ristrutturazione dell’intero borgo, su iniziativa di re Carlo Alberto: furono realizzate quattordici cascine, l’edificio dell’Agenzia, la torre affacciata sulla piazza della chiesa e infine la neogotica parrocchia di San Vittore.
Centro economico-finanziario della tenuta pollentina fu l’Agenzia che, nelle intenzioni di re Carlo Alberto, sarebbe diventata una masseria-modello dove condurre esperimenti per il miglioramento della redditività delle attività agricole. L’impronta carloalbertina è sopravvissuta fino ad oggi, caratterizzandone l’architettura, i colori, la struttura urbanistica.
Crocevia tra le Langhe del vino e la ricca pianura agricola, sulla base di queste radici storiche e ideali e grazie all’iniziativa di Slow Food, verso la fine degli anni Novanta del secolo scorso si consolidò l’idea di recuperare il complesso architettonico dell’Agenzia di Pollenzo.
Una società pubblico-privata voluta da Slow Food, permette l’acquisto e la completa ristrutturazione dei fabbricati di quella che già ai tempi di Carlo Alberto venne chiamata Agenzia di Pollenzo
Terminati i lavori di recupero nella primavera del 2004, l’Agenzia è diventata la sede dell’Università di Scienze Gastronomiche, dell’Albergo dell’Agenzia e della Banca del Vino.
Oggi il complesso dell’Agenzia di Pollenzo è un sito iscritto al Patrimonio Mondiale UNESCO – “Residenze Sabaude”.
In questo modo, sulle vestigia di un antico centro romano e perfettamente integrata nelle architetture neogotiche volute da un re profondamente legato al suo territorio, ha preso vita una struttura che si è trasformata nel punto di riferimento per la cultura enogastronomica e le politiche del cibo a livello internazionale.
Il “Sistema Pollenzo” racchiude al suo interno un insieme di relazioni tra chi impara, chi trasmette conoscenza, chi condivide e chi pratica la Visione dell’Ateneo.
Il Gender Equality Plan è il documento che delinea le linee di intervento e le azioni che un Ateneo intende mettere in pratica per ridurre gli squilibri di genere nel prossimo triennio. Il GEP è il frutto del lavoro di una commissione composta da rappresentanti degli organismi di governance, del corpo docente, del personale tecnico-amministrativo, degli assegnisti di ricerca e degli studenti.