22 Giugno 2026

Nel segno dell'eredità di Carlo Petrini, una comunità globale di 526 beneficiari testimonia la trasformazione attraverso l'educazione
L'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha celebrato i risultati raggiunti nel campo del diritto allo studio con una cerimonia che ha riunito studenti, aziende partner e istituzioni attorno a una convinzione condivisa: l'educazione è un diritto fondamentale, al pari del diritto al cibo e al diritto alla sanità.
Oscar Farinetti, presidente dell'Associazione Amici dell'Università, ha aperto i lavori richiamando l'insegnamento di Carlo Petrini sulla centralità di questo impegno. "Essere un gastronomo non significa spadellare, ma occuparsi dell'intera filiera del cibo con consapevolezza, umanità e responsabilità", ha affermato, sottolineando come il talento può prosperare in ogni dove e che meritare un'opportunità non deve dipendere dal luogo o dalla condizione sociale di nascita.

Daniele Ceratto, responsabile Relazioni Esterne dell’Università ha presentato dati e numeri relativi alle borse di studio UNISG. “Nei ventidue anni di storia, l'università ha distribuito borse di studio a 526 studenti – il 12% della popolazione studentesca complessiva – investendo oltre 14 milioni di euro. Nel solo anno accademico in corso, ha erogato 77 borse di studio, 29 a copertura totale della retta e 48 a copertura parziale. I beneficiari provengono da 22 paesi - Cile, Corea del Sud, Filippine, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Ghana, Guatemala, Kenya, Italia, India, Italia, Lesotho, Malaysia, Messico, Nigeria, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Uganda- e rappresentano una vera e propria comunità globale”.

Del fabbisogno annuo 2025 dell’ateneo, che consiste in 13,3 milioni di euro, il 39% è dato dalla formazione, il 22% da contributi provenienti da aziende, enti e fondazioni, 15% dalla ricerca, il 13% dalla terza missione, l’8% da altri proventi e solo il 3% da contributi del MUR (Ministero Università e Ricerca).
Oltre all’esonero della retta, l'Università mette a disposizione circa venti appartamenti affittati appositamente per i borsisti al fine di venire incontro alle loro necessità.

Le storie di chi ha beneficiato della borsa di studio hanno riempito di emozione la cerimonia.
Viola Capriola, borsista laureata del corso triennale in Scienze Gastronomiche nel 2012, oggi vive e lavora a Copenhagen, dove ha fondato un'associazione no-profit che organizza mercati agricoli settimanali. Viola coordina oggi la World Farmers Markets Coalition , un'associazione internazionale con oltre 100 mercati in più di 80 paesi. "Una borsa di studio è una possibilità per un giovane, ma anche per un genitore", ha detto, ricordando l'emozione con cui suo padre accolse la notizia.
Iola Gail Balmediano Lanao, borsista originaria delle Filippine, al secondo anno, ha condiviso il momento in cui ricevette la comunicazione: "Ho saltato e pianto dalla gioia." Ha descritto come l'università le abbia permesso di esplorare discipline diverse, di comprendere culture differenti attraverso i viaggi didattici, e di costruire amicizie significative con compagni da ogni parte del mondo.

Obed Kwame Fia Foli, borsista dal Ghana, ha sottolineato come Pollenzo gli abbia insegnato che "il cibo non è solo nutrizione, ma è politica, economia, storia, scienza, antropologia, cultura".

Le aziende partner hanno espresso il loro impegno non come mero obbligo finanziario, ma come investimento nel futuro.
Michele Andriani, presidente e CEO di Andriani, ha rivolto un appello diretto: "Per curare il mondo non ci vogliono medicine. Per curare il mondo ci vuole un cibo più giusto, sano, equo".

Antonella Nonino, della famiglia Nonino, ha ricordato il profondo legame tra l'azienda e l'università, tributando riconoscimento a Petrini per aver nobilitato le scienze gastronomiche. La famiglia ha istituito una borsa di studio in memoria del padre Benito.

Federica Massari di Barilla ha evidenziato come il diritto allo studio sia "estremamente democratico" e apra le porte a conoscenza, autonomia e indipendenza. Barilla ha dedicato una borsa di studio in memoria di Luca Virginio, manager dell'azienda che credeva nella partnership tra università e industria.

Quindi, in collegamento dagli Stati Uniti, Doug Corcoran della Ferrara Candy Company ha annunciato il sostegno a uno studente americano per il corso di magistrale in Food Industry Management, con l'impegno di accoglierlo successivamente in azienda per lo stage.

Roberto Russo di Azimut ha rivolto un messaggio diretto agli studenti: "Una borsa di studio non è esclusivamente un contributo economico. È un atto di fiducia. Vi stiamo dicendo: crediamo in voi". Ha sottolineato come i sostenitori non si aspettano ringraziamenti, bensì una "promessa di restituzione" – la consapevolezza che chi beneficia di un'opportunità ha la responsabilità di trasmetterla alle generazioni future.

Il Rettore e Vicepresidente Nicola Perullo ha chiuso la cerimonia ricordando l'insegnamento e il lascito morale di Carlo Petrini: "Questa giornata è sempre stata uno dei momenti preferiti da Carlo Petrini. Per lui il diritto allo studio era uno dei pilastri di questo ateneo. Pertanto continuiamo a lavorare su questo fronte perché è fondamentale". Quindi il rettore ha ribadito l'ambizione di non essere percepita come "un'università di élite nel senso socio-economico del termine, ma piuttosto come un'élite della meritocrazia", e ha annunciato l'intenzione di aumentare la percentuale di borsisti dal 20% attuale verso quote significativamente superiori.
Successivamente ha presentato i nuovi programmi in partenza nel nuovo anno accademico: il corso triennale con il Politecnico di Torino in "Food Tech for Ecological Transition" (interamente in inglese); il corso magistrale in "Food Planetary Health"; un master executive in Food Medicine; e futuri progetti di collaborazione con altri atenei sui temi di cibo, salute e movimento. Inoltre il rettore ha anticipato l’ambizioso piano di ampliamento delle strutture universitarie che prevede la realizzazione di nuove aule, laboratori e spazi didattici.

Il Rettore ha concluso sottolineando come studiare a Pollenzo rappresenti un privilegio non solo per l'accesso a contenuti specialistici, ma per tre elementi distintivi: la creazione di senso e valore esistenziale attorno al cibo; la formazione di "specialisti della consapevolezza della complessità" che comprendono il prima, il durante e il dopo del consumo alimentare; la costruzione di una comunità autentica dove si studia, si impara e si vive insieme.
La cerimonia ha rappresentato un momento di riflessione sul significato profondo del diritto allo studio inteso come strumento di trasformazione personale e sociale. L'impegno dell'università, supportato da una rete crescente di aziende e fondazioni, è di continuare su questa strada: mantenendo l'ateneo "piccolissimo" per preservare la qualità della comunità, ma ampliando significativamente l'accesso attraverso borse di studio, affinché il privilegio di studiare a Pollenzo diventi progressivamente una realtà per un numero sempre crescente di giovani talentuosi da ogni parte del mondo.
