23 Gennaio 2024

Chiacchierando con i miei amici di sempre mi è stato chiesto cosa stessi studiando e cosa avessi imparato in questi primi mesi del corso di laurea magistrale. Quello che non mi aspettavo era di dover rispondere a una serie di domande sul perché, in un'università completamente incentrata sul cibo, seguissi una lezione tenuta da un'azienda che ha un acronimo come nome e che non produce cibo, ma componenti  da aggiungere al cibo e che lo rendono meno naturale.

Quindi ho spiegato loro che ogni prodotto, o quasi, di quelli che troviamo sugli scaffali dei supermercati contiene  specifici additivi: partendo da un gelificante all'interno di un dessert, passando per una vitamina in un latte vegetale o ancora più semplicemente un aroma in un qualsiasi prodotto, evidenziando come il mercato degli additivi dei prodotti alimentari sia un mercato necessario e senza il quale le aziende farebbero fatica a produrre ciò che producono.

A questo proposito ho un ricordo personale: anni fa mio padre, che lavorava come agente per un'azienda di latte vegetale, tornò a casa sbuffando, dicendo che una nota catena della GDO gli aveva chiesto di aggiungere della vitamina D all'interno del latte di soia, non capendo per quale motivo, e chiedendosi come mai le persone che consumano latte vegetale volessero abbronzarsi a dicembre.

Questo lunedì abbiamo svolto in classe una lezione molto interessante tenuta da  quattro manager della IMCD che ci hanno raccontato la loro esperienza lavorativa all'interno della grande azienda di distribuzione di prodotti chimici per il settore food, farmaceutico e anche per altri settori in cui specifiche componenti chimiche possono giocare un ruolo importante.

Lo scopo di questa lezione, ospitata nel corso della  professoressa Donatella Saccone, era di farci ragionare su quanto possa essere variegato e ancora da scoprire il mondo del food. La realtà è che oggi non conta solamente che il prodotto sia buono, ma deve essere bello, sostenibile, standardizzato nella produzione, con un'ottima shelf life e che interessi più segmenti della popolazione in modo tale da essere più vendibile.

Durante questa lezione abbiamo sviluppato diversi temi. A introdurre questo quadro generale e a farci capire come funziona l’azienda e quali sono le dinamiche è stato il Business Unit Manager Riccardo Giacomessi: ci ha presentato l'azienda nella sua interezza spiegando come funziona il mercato degli specialties, dove si colloca l'azienda (ovvero tra i leader del settore) e soprattutto la loro strategia.

Gli attori principali del settore sono circa una decina:  IMCD si colloca piuttosto in alto in questa top ten. La multinazionale olandese opera in diversi mercati dove distribuisce, e non produce, specifiche componenti chimiche in diversi settori: da quello farmaceutico al food & nutrition, alla costruzione e rivestimenti in campo edilizio, alla personal & home care.

IMCD è un’azienda che si concentra sull’innovazione alimentare. È un distributore leader di ingredienti alimentari speciali e aromi per i principali produttori in ambito F&B che da oltre vent’anni aiuta le imprese produttrici  ad anticipare e rispondere alle tendenze che stanno cambiando il settore alimentare e guidano l’innovazione.

I consumatori sono sempre più consapevoli dell'importanza di una dieta sana e bilanciata, consci del fatto che l’alimentazione contribuisce in maniera determinante alla qualità della vita e alla longevità. Gli omega-3, utili per la salute del cuore e la lotta all’obesità, le proteine vegetali in sostituzione di quelle animali, le fibre alimentari, utili alla digestione e alla salute intestinale, sono tra gli ingredienti che l’azienda olandese fornisce alle industrie per creare prodotti più salutari e nutrienti. Il tutto con un occhio attento all’evoluzione del gusto dei consumatori sempre alla ricerca di nuove esperienze gastronomiche.

La garanzia di un’etichetta pulita, unita ad un incremento del sapore e delle proprietà nutritive, sono i punti di forza di IMCD.

L’azienda, infatti, offre una gamma di ingredienti naturali e sostenibili, quindi prodotti in maniera responsabile,  che possono aiutare i marchi a creare prodotti più sani, trasparenti e rassicuranti.

Nella seconda parte di lezione l'attenzione si è spostata su argomenti tecnici:  si è parlato di quali fossero i metodi alla base del lavoro svolto da IMCD con la propria clientela.

Una tematica che abbiamo approfondito  è stata la RAP philosophy, acronimo di “Recipe, Application and Process”, in merito alla quale, anche la professoressa Saccone si è domandata se fosse un termine di loro invenzione o una metodologia brevettata e usata largamente.

Il rappresentante Simone Abbatangelo, Technical Manager di IMCD, ci ha spiegato come ci sia un rapporto sinergico e continuato tra IMCD e la propria clientela, per sviluppare assieme il prodotto assecondando le richieste e procedendo tra fasi in laboratorio e di tasting, in cui le produzioni sperimentali vengono assaggiate e valutate per capire se sia necessaria un’altra fase di elaborazione.

Un argomento affrontato più volte è stato il rapporto presente tra l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e IMCD. A questo proposito, tra i referenti IMCD presente, vi era Federico Roviaro, Taste Account Manager della divisione Food & Nutrition, che è un alumno laureato del corso triennale ed è il secondo studente UNISG ad essere entrato a far parte della famiglia IMCD.

Lavoro di gruppo

Dopo la presentazione della IMCD ci è stato proposto un lavoro di gruppo: la classe è stata suddivisa in tre gruppi e ci è stato sottoposto un CASE STUDY in cui  veniva presentata una realtà.

Un'azienda che produce latte UHT, dairy desserts e yogurt è interessata a ampliare la propria gamma di prodotti aprendosi anche al mercato vegano e ha richiesto la nostra consulenza per l’ideazione di due prodotti con le seguenti  specifiche da seguire:

  • investimento nullo o basso per quanto riguarda i macchinari necessari per la produzione;
  • un buon Nutriscore per questi prodotti;
  • fare attenzione anche alle tematiche di marketing;
  • avere un’etichetta pulita e prestare cura alla lista degli allergeni.

Questo lavoro è stato molto stimolante per tutti e tre i gruppi e mi ha riportato indietro nel tempo ricordandomi un gioco che facevo  con mio padre quando dovevo aiutarlo a ideare nuovi prodotti da proporre alle aziende, come, ad esempio, la sopra citata azienda di latti vegetali.

Col mio gruppo abbiamo sviluppato due prodotti differenti. Quello che ha incontrato maggiore interesse  da parte dei responsabili  è un dessert proteico a base di latte di mandorla, idea che è piaciuta molto in quanto la creazione  di questo dessert non stravolge  la filiera di produzione dell'azienda, dal momento che  i macchinari necessari sono già presenti e necessitano giusto di una pulizia per far sì che il prodotto possa  essere registrato come vegano. Ci siamo quindi concentrati sul nutriscore:  l'idea di farlo proteico è sia per alzare il nutriscore sia per poter accedere ad un altro segmento di mercato, ovvero quello del fitness, che spesso va a braccetto col veganesimo. Un altro punto su cui ci siamo soffermati è stata l'etichetta, che  volevamo fosse pulita: quindi il prodotto ha come unico sapore quello della mandorla, che non necessita di altri aromi essendo  già abbastanza completo e di largo consumo. L’unica implementazione quindi,  sarebbe data  dalle proteine aggiunte e gli addensanti per  ottenere un dessert con la consistenza corretta, mentre la lista degli allergeni ovviamente si ridurrebbe solo alla mandorla.

L'incontro con IMCD è stata un'esperienza molto positiva e formativa. Ho avuto l'opportunità di conoscere un'azienda leader nel settore delle specialità alimentari e di scoprire come il suo lavoro contribuisce a migliorare la qualità e la sicurezza del cibo.

Ho apprezzato in particolare la passione e la competenza dei rappresentanti di IMCD, che hanno saputo rispondere in modo esaustivo alle nostre domande e condividere con noi le loro conoscenze. È stato bello assistere al loro rapporto sinergico durante tutto l’arco della lezione. Riccardo, Federico, Giulia e Simone ci hanno trasportato in quello che è il loro mondo e la loro vita aziendale.

Sono convinto che l'incontro con IMCD sarà utile per la mia carriera professionale. Ho acquisito nuove conoscenze e competenze che mi saranno preziose per lavorare nel settore alimentare.