19 Marzo 2018
Il progetto mira a fornire strumenti di empowerment lavorativo, qualificando i rifugiati e i richiedenti asilo nel campo della gastronomia

È iniziato la scorsa settimana a Pollenzo il progetto "Food for Inclusion", che sigla la partnership tra l'Università di Scienze Gastronomiche e l' UNHCR, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Il progetto, la cui coordinatrice scientifica è Maria Giovanna Onorati (professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all'UNISG), si concluderà nel dicembre 2018 e mira a fornire strumenti di empowerment lavorativo, qualificando i rifugiati e i richiedenti asilo nel campo della gastronomia.

Il progetto, realizzato con il supporto di UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, prevede anche un programma di formazione di formatori, rivolto alla creazione di una rete di associazioni e organizzazioni che possano svolgere attività educative legate alla gastronomia con i rifugiati.

In particolare sono state coinvolte le seguenti realtà provenienti da varie regioni italiane.
- Dalla Valle d'Aosta: Trait d’Union s.c.s. e La Sorgente Cooperativa Sociale.
- Dal Piemonte: Crescereinsieme (SPRAR provincia di Alessandria) e cooperativa Maramao di Canelli (AT), Cambalache (SPRAR comune di Alessandria), Cooperativa Momo (SPRAR comune di Cuneo), Diaconia Valdese (SPRAR comune di Torre Pellice), Torre Pellice (TO).
- Dal Lazio: progetto Gustamundo, Roma
- Dalla Puglia: Associazione Culturale Origens con progetto Ethnic Cook, Bari

L'UNISG è dunque la sede dei corsi che si svolgono nella cucina professionale attrezzata dell'ateneo e in uno spazio di co-working.
Partecipano inoltre al progetto alcuni importanti partner: Eataly, Slow Food, la Bottega Local, il Migranti Film Festival, l'Ascom di Bra, Kairos Solutions.

La prima parte del corso, tenutasi dal 12 al 15 marzo, era rivolta ad operatori e formatori che lavorano stabilmente con i rifugiati e con gli SPRAR, e il cui operato educativo prevede anche l'utilizzo della gastronomia per favorire lo sviluppo di competenze e la valorizzazione dei talenti dei rifugiati.
L'attività didattica ha previsto lo sviluppo delle competenze relazionali, il lavoro di gruppo e per obiettivi, quindi tematiche quali igiene, sicurezza sul lavoro e buone norme di manipolazione, così come seminari sulla storia dell’alimentazione e delle migrazioni e su nutrizione e dietetica, laboratori su menù, ricette, cucina meticcia, sostenibilità in cucina, oltre ad un focus sul sostegno alla carriera e l'attività di tirocinio nel settore.

Ad aprile e maggio seguiranno i corsi dedicati specificamente ai rifugiati e richiedenti asilo, improntati alle tecniche di cucina, alle cucine meticce, alle tradizioni gastronomiche dal mondo.


