29 Ottobre 2026
Alla Riunione dei Partner Strategici martedì 27 ottobre, il Presidente e Rettore Nicola Perullo ha presentato il nuovo percorso dell’ateneo: la trasformazione in Research University, il potenziamento dell’offerta formativa, nuove alleanze con imprese e istituzioni e il rafforzamento della dimensione internazionale.
Una nuova fase di sviluppo che proietta nel futuro l’eredità di Carlo Petrini.

ollenzo, 27 ottobre 2026 – L'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG) ha presentato oggi ai propri Partner Strategici il percorso di trasformazione che guiderà lo sviluppo dell'Ateneo nei prossimi anni.
Il piano poggia su quattro direttrici: la crescita del numero di studenti, il rafforzamento della ricerca, nuove alleanze istituzionali e un modello di sostenibilità economica più solido, capace di affiancare alle rette degli studenti fondi pubblici, il sostegno delle fondazioni e partnership con le imprese.
«Il modello che ci ha portato fin qui ha bisogno di una profonda revisione», ha dichiarato Nicola Perullo, Presidente e Rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. «La nostra identità non è in discussione, ma il contesto in cui operiamo oggi è molto diverso da quello in cui l'Università è nata.»
Il punto di partenza è la crescita: nell'anno accademico in corso gli studenti sono aumentati complessivamente del 24% rispetto all'anno precedente.
Un risultato che l'Ateneo considera la base per investire nella ricerca, in nuovo personale docente e nei percorsi di dottorato, ritenuti fondamentali per sviluppare progetti anche in ambito industriale e attrarre finanziamenti.
Si amplia intanto l'offerta formativa: il mese scorso è partito il corso di laurea triennale in Food Tech for Ecological Transition, realizzato con il Politecnico di Torino, mentre la nuova laurea magistrale Food and Planetary Health dedicata alla salute planetaria, avviata con l'Università di Maastricht, ha accolto i primi 14 studenti.
Il rapporto con il Politecnico di Torino è destinato a rafforzarsi ulteriormente: è in fase di formalizzazione un accordo per attività didattiche e infrastrutturali congiunte, che sarà annunciato il 26 novembre, a Pollenzo, con il Rettore e la Prorettrice del Politecnico di Torino, volto a presentare le possibili sinergie di ricerca, tra cui un incubatore e il centro di ricerca congiunto Food and Tech.
Sul piano istituzionale, il rettore Nicola Perullo ha ricordato la recente visita a Pollenzo del ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha manifestato interesse per il modello dell’Ateneo, apprezzandone in particolare la rete di partner strategici. L’incontro si inserisce nel dialogo avviato con il Ministero sulle prospettive di sviluppo dell’Università e sulle possibili opportunità di collaborazione istituzionale, anche nell’ambito del progetto Pollenzo 2.0.

Tra i progetti di ricerca presentati, spicca quello sull'uso dell'intelligenza artificiale in viticoltura, sostenuto da un finanziamento di 600.000 euro da fondi Pnrr tramite Ismea, che consentirà di assumere tre ricercatori, dedicati a management, aspetti sensoriali e comunicazione, agronomia e design sistemico.
Il progetto segue l'intera filiera del vino, dalla raccolta dei dati in vigneto alla cantina, fino alla gestione e al marketing, e porterà alla realizzazione di una piattaforma messa gratuitamente a disposizione delle aziende vitivinicole italiane, con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale della viticoltura.
Accanto a questo, l'Ateneo porta avanti CultSense, progetto finanziato dalla Rockefeller Foundation insieme alla Fondazione Compagnia di San Paolo, che analizza come cambia il profilo sensoriale di una cinquantina di alimenti nei diversi contesti geografici e culturali, e una ricerca finanziata dalla Fondazione CRT e condotta con il prof. Paolo Vineis dell’Imperial College di Londra, sul legame tra alimentazione stagionale e diversificata e salute.

«Vogliamo essere riconosciuti come un'Università che fa ricerca ad alto livello», ha aggiunto Perullo. «In pochi luoghi al mondo si concentrano, in così pochi metri quadrati, docenti e ricercatori che studiano il cibo da così tante prospettive diverse.»
Il piano guarda anche alla crescita fisica dell'Ateneo, con un progetto di ampliamento della sede, per un investimento stimato in circa 25 milioni di euro da realizzare insieme a partner istituzionali, e l'idea di una residenza universitaria.
Un ruolo strategico sarà affidato alla rete Alumni, in fase di riorganizzazione sotto la guida di Paolo Tucci, chiamata a promuovere l'Università nel mondo.
IL PROGETTO ORTO IN FIORE
Nel corso della mattinata è stato dato spazio all’intervento di Paola Migliorini, professoressa associata di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, che ha raccontato come l’orto didattico e sperimentale dell’Università, nato spontaneamente nel 2005-2006 per iniziativa degli studenti, sia oggi uno dei tre principali laboratori dell’Ateneo, insieme al Sensory, Behavior and Cognition (SBC) Lab e al Food Lab.
Vi si coltivano circa 40 specie orticole, per un totale di 136 varietà, tutte destinate alle Tavole Accademiche, e lo spazio è anche un luogo di comunità, curato con il contributo di molti studenti volontari e coordinato dal dottor Morakeng Calvin Makgaila, alumno UNISG.
L’orto è inoltre sede di ricerca applicata sulla fertilità del suolo e su pratiche agricole a basso impatto, di attività educative per inoltre al recupero di cereali e mais tradizionali.
In questo contesto si inserisce L’orto in fiore, uno spazio di circa 100 metri quadrati dedicato a biodiversità e impollinatori, realizzato a partire dalla primavera 2025 con circa 230 piante, un laghetto, un hotel per insetti e un prato mellifero, e arricchito dalle api di Apicoltura Urbana, da cui proviene il miele consegnato agli ospiti.
LE VOCI DEI PARTNER
Luca Palmini, Gruppo Montenegro, nuovo Partner Strategico, ha ripercorso le fasi che hanno portato alla nascita della collaborazione con Unisg e ha posto l’attenzione sui progetti di ricerca che verranno sviluppati in sinergia nei prossimi anni
Riccardo Illy, Polo del Gusto, ha richiamato l'attenzione sulle normative europee in materia di etichettatura alimentare, che consentono l'aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao nel cioccolato e denominazioni poco chiare per i succhi di frutta. Regole di questo tipo penalizzano i produttori italiani e generano confusione nei consumatori: per questo ha proposto all'Università un lavoro di analisi e comunicazione che aiuti a fare scelte informate.
Sergio Capaldo, La Granda Carni, ha segnalato il rischio di delocalizzazione agricola e la mancanza di ricambio generazionale nelle campagne, un problema non solo economico, ma anche sociale e culturale. Sostenere i valori dell'agricoltura di piccola scala, ha osservato, significa arrivare a un cibo di qualità e allo stesso tempo tutelare il territorio.
Giacomo Ponti, Ponti S.p.A., ha richiamato l’attenzione sulle profonde trasformazioni che attendono il settore alimentare, in particolare per la crescente diffusione dei farmaci antiobesità GLP-1, destinati a modificare le abitudini di consumo e il rapporto delle persone con il cibo, con importanti ricadute sulle imprese agroalimentari. Ha sottolineato la necessità che l’Università di Pollenzo studi e anticipi questi cambiamenti, promuovendo al contempo una cultura dell’alimentazione fondata sul piacere, sulla moderazione, sulla condivisione e sulla consapevolezza, nel solco dell’insegnamento di Carlo Petrini.
Daniela Ropolo, CNH, riprendendo l’intervento di Sergio Capaldo, ha sottolineato la crescente importanza e complessità delle sfide legate all’agricoltura. Ha confermato l’impegno del gruppo CNH nell’affrontare queste tematiche, ribadendo la disponibilità a collaborare a nuove iniziative. Ha inoltre ricordato i progetti di ricerca già avviati con l’Università, esempi concreti del loro impegno in questo ambito.
Marco Farchioni, Farchioni, ha sottolineato il valore di un progetto capace di unire la tradizione gastronomica, la storia e l’autenticità dei prodotti locali con le nuove generazioni, in particolare evidenziando l’importanza di coinvolgere i giovani tra i 18 e i 30 anni, affinché diventino non solo consumatori consapevoli, ma anche promotori del buon cibo.
Roberto Russo, Azimut, ha evidenziato le opportunità dell’intelligenza artificiale, evidenziando i rischi economici e ambientali legati all’espansione dei data center e le possibili ricadute sul settore agricolo. Ha inoltre ribadito l’importanza di rafforzare la collaborazione tra finanza e ricerca, valorizzando l’eccellenza dell’Università di Pollenzo e promuovendone la visibilità internazionale.
Silvio Barbero, UNISG, è intervenuto sul progetto di ampliamento della sede, che potrà fare di Pollenzo il centro promotore di una rete di collaborazioni con università di tutto il mondo, a partire dal Politecnico di Torino.
Lucilla Ciravegna,Comune di Bra, ha confermato l'impegno a sostegno della valorizzazione del patrimonio del territorio e dell'educazione alimentare nelle scuole, ricordando che l'idea di una residenza universitaria resta un obiettivo condiviso, nonostante i vincoli finanziari che finora non ne hanno consentito la realizzazione.
I partner sono stati invitati a inviare al Presidente osservazioni e proposte per contribuire al percorso di ripensamento strategico, che Perullo ha definito «una crescita che non potrà che essere collegiale».
