23 Settembre 2022
Torino. Il 22 settembre presso lo stand dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche è stato presentato il progetto europeo “The European Network for the Promotion of Culinary and Proximity Tourism in Rural Areas.” Il progetto mira a fornire nuovi strumenti formativi per gli operatori del settore turistico rurale oggi in rapida crescita.
Nell’arco dell’ultimo decennio ed in particolare con la pandemia, il turismo a livello internazionale ha espresso un crescente interesse verso la scoperta del mondo rurale ed agricolo, dei suoi prodotti e dei processi produttivi che si legano alla produzione agricola, in particolare quella artigianale. Di fronte a questa domanda, si stanno moltiplicando le realtà ricettive e ristorative. D’altra parte, però, a livello europeo, spesso gli operatori non dispongono delle necessarie competenze per rispondere alle esigenze di mercato.
Il Progetto “The European Network for the Promotion of Culinary and Proximity Tourism in Rural Areas”, finanziato dal programma Erasmus+, vuole dare una risposta a questo bisogno. L’Università, partner del progetto, ha completato il complesso compito di analizzare i fabbisogni formativi degli operativi, con particolare attenzione alla realtà dell’Europa meridionale attraverso il lavoro di ricerca condotto durante il 2022.
“Gli operatori chiedono formazione e nuove competenze,” spiega Michele F. Fontefrancesco, responsabile dell’unità di ricerca dell’Università. “Soprattutto chiedono formazione tecnica manageriale, competenze culturali e gastronomiche più approfondite per comprendere i bisogni di un pubblico internazionale, e abilità specifiche nel campo della comunicazione per raccontare meglio le specificità del territorio e delle loro imprese: elementi fondamentali a cui il progetto e il nostro Ateneo vuole nell’immediato dare risposta attraverso nuovi strumenti che affiancano i corsi di studio offerti a Pollenzo.”
“Un elemento su cui riflettere,” spiega Amedeo Boscolo, membro dell’unità di ricerca, “è il tema della collaborazione ribadito dagli operatori europei. La formazione futura deve insegnare agli operatori a come fare rete e come sostenere la collaborazione tra partner e soggetti pubblici. Infatti, attraverso questa collaborazione i problemi dei singoli possono essere superati aprendo a forme di turismo sempre più sostenibile.”.
Gli esiti della ricerca sono in corso di stampa e saranno resi disponibili gratuitamente entro inizio anno dall’Ateneo.
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