11 Marzo 2021

Una ricerca sul turismo sostenibile nel comune di La Morra, nel cuore delle Langhe, patrimonio UNESCO e un’indagine sull’impatto del Covid-19 sul commercio alimentare e la ristorazione nella città di Bra

L’attività di ricerca applicata dell’Università di Scienze Gastronomiche prosegue e conferma la volontà dell’ateneo di fare parte attiva di una comunità ed essere presente in prima linea per capire i problemi e trovare soluzioni per le aziende e le diverse realtà e istituzioni del territorio.

I progetti sono stati coordinati dal docente e ricercatore di antropologia culturale Michele F. Fontefrancesco, con un gruppo di studenti del corso Magistrale in Food Innovation and Management.

La ricerca “Per un turismo sostenibile a La Morra”,  voluta dall’Amministrazione comunale di La Morra, nel cuore delle Langhe Patrimonio UNESCO, ha proposto un approccio multi-stakeholder al tema dello sviluppo turistico, al fine di individuare le priorità percepite dagli attori economici del comune langarolo e dalla sua popolazione. Priorità: la valorizzazione della storia e della cultura del borgo e la revisione delle politiche della mobilità nel capoluogo.

La ricerca ha proposto, quindi, un approccio dal basso, basato sull’ascolto degli operatori e della popolazione. Grazie alla collaborazione con La Morra Eventi e Turismo si è sviluppato il percorso di ascolto e riflessione coinvolgendo vignaioli, ristoratori, albergatori, imprenditori, esponenti delle istituzioni e del terzo settore e cittadini lamorresi, per individuare quali sono i principali aspetti da affrontare per garantire una crescita sostenibile del settore turistico.

Parallelamente lo stesso pool ha condotto - in collaborazione con il Comune di Bra e l’Ascom -  l’indagine  sull’impatto del Covid-19 sul commercio alimentare e la ristorazione nella città di Bra .
Parte integrante del progetto Food Drug Free  e svoltasi alla fine del 2020, l’indagine si è basata su una metodologia composita che ha affiancato all'osservazione urbana un approfondimento conoscitivo sviluppato in due fasi: la somministrazione di un questionario ad un pool selezionato di operatori braidesi e, successivamente, la conduzione di interviste in profondità (in persona e telefoniche) con operatori dei settori analizzati.

Il gruppo di ricerca UNISG ha rilevato come il 2020, anno piuttosto negativo dal punto di vista economico, abbia messo in discussione la sostenibilità stessa delle imprese braidesi. È stato osservato quindi come il primo lockdown abbia dato una nuova centralità alle botteghe cittadine, però dovuta piuttosto alla restrizione della mobilità più che a uno strutturale cambio delle forme di consumo.

Il modello ristorativo, pesantemente colpito dalle misure di contenimento del Covid-19, ha intrapreso nuove forme di servizio. Come? Adattando la propria ristorazione alla necessità dell’asporto.

Anche le attività di vendita alimentare al dettaglio si sono attrezzate per far fronte ai cambiamenti, ed hanno fatto ricorso a strumenti e strategie digitali nel campo dell'e-commerce e della comunicazione commerciale.

Secondo i dati raccolti dal pool dell’UNISG, ha avuto particolare importanza la strutturazione di servizi a domicilio, attraverso l'adesione a piattaforme di e-commerce e a servizi di delivery.

Emerge infine tra gli operatori l’importanza della collaborazione tra imprese del territorio per il successo imprenditoriale delle singole aziende, soprattutto nel periodo di crisi. La collaborazione permette di sviluppare strategie imprenditoriali condivise, massimizzando i vantaggi di scelte individuali ovvero di campagne commerciali.

Due punti sono in evidenza: sviluppare la digitalizzazione oltre l’emergenza e riformulare la strategia di impresa.
Le prospettive di sviluppo, secondo lo studio UNISG, devono prendere in considerazione un approccio diverso alla digitalizzazione, che passi da strumento di emergenza a strumento quotidiano, complementare e professionale.

Parallelamente si deve profilare un allargamento dell’orizzonte di impresa, che esca dalla dimensione locale e si rivolga a un territorio ampio e ripensare le attività commerciali non solo come luoghi di vendita di prodotto, ma di formazione e allargamento della conoscenza del consumatore.

Hanno partecipato alle ricerche gli studenti Fabio Caratto, Lane Andrew Cobble, Silvia Falasco, Laura Halker Silva, Linda Angel Pelu, Isaac Enrique Perez Borda, Carmen Joy Surana, Shoko Takahashi, Elisa Talpo.