15 Giugno 2012

Dopo anni di progettazione e sperimentazione è finalmente disponibile in rete il progetto “Granai della Memoria” promosso e realizzato dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e da Slow Food: un ambizioso percorso scientifico e didattico che intende salvaguardare i saperi orali, parte costitutiva del processo evolutivo dell’uomo.

Il progetto, in continua evoluzione, intende raccogliere e comunicare in video le memorie del mondo attraverso un complesso archivio multimediale. Le interviste raccolte nel corso di lunghe e approfondite ricerche riportano testimonianze di contadini, operai, artigiani, imprenditori, partigiani e sono consultabili su www.granaidellamemoria.it.

«Conservare la memoria locale dovrebbe essere un compito prioritario per ogni comunità. Questo non per alimentare visioni nostalgiche, ma per riempire i granai della memoria e dei saperi contro la grande carestia che sta arrivando: quella delle idee. Memoria intesa, quindi, non solo come sguardo sul passato, ma strumento per ri-pensare e ri-modellare il futuro. Dimenticarsi della memoria significa perdere identità e creatività, perdere la capacità di riappropriarci delle nostre vite e dei luoghi che abitiamo di fronte all’omologazione dilagante. Conservare questi saperi è importantissimo poiché sono proprio questi che hanno fatto sì che l’uomo sia arrivato dov’è ora. Purtroppo però questo patrimonio culturale e scientifico sta per essere perduto poiché la catena di tramando da generazione a generazione si sta spezzando. Questo progetto evidenzia, inoltre, come le nuove tecnologie non sono in conflitto con questo dialogo, anzi possono rafforzare la catalogazione e la diffusione dei saperi della tradizione» evidenzia Carlo Petrini, presidente di Slow Food.
Vedendo questi filmati si incontrano in memorie di realtà, di universi a cui molte volte è stata negata la parola.
«In un momento in cui l’oralità sembra essere confinata nell’oblio dalla scrittura, recuperare i gesti e le parole che sono a fondamento del processo evolutivo dell’uomo significa riempire granai di umanità per affrontare con un inedito indirizzo la crisi del presente. Inoltre, dare voce a chi voce non l’ha mai avuta o non ce l’ha più è un esercizio di democrazia che le temperie del presente rendono indispensabile. La metodologia che sta alla base dei Granai si avvale di innovativi processi di ricerca che coniugano le tecnologie multimediali del presente con le teorie antropologiche riguardanti la memoria e la sua funzione nella costruzione del futuro. Questi processi di conoscenza trovano una sicura applicazione nei percorsi formativi e didattici dell’Università di Scienze Gastronomiche» dice Piercarlo Grimaldi, Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo-Bra.
L’universo delle testimonianze si è allargato grazie all’accordo con l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, partner dei “Granai del Mediterraneo”. «Oggi è necessario rispondere alla crisi con idee nuove capaci di lanciare verso il futuro la parte migliore del passato. I Granai sono un modo per riavvicinare le ragioni dell'economia e quelle della vita, due termini che la concezione dominante dello sviluppo ha reso estranei l'uno all'altro. I gesti, i saperi, le tradizioni, le vocazioni produttive che vengono da lontano e hanno disegnato i paesaggi, le abitudini e l'abitare vanno salvati dall'oblio. E trasformati in una risorsa riannodando i fili spezzati della memoria. Che non è un deposito inerte di cimeli nostalgici, ma un motore di ricerca per coniugare al presente il nostro essere e il nostro avere. Per andare lontano bisogna ricordare la strada aperta da chi ci ha preceduto. Tornare ad ascoltare la voce del grano che cresce. Il nostro o sarà un futuro anteriore, o non sarà» sottolinea nel suo intervento Marino Niola, Direttore del Centro di studi sociali sulla dieta mediterranea dell’Università Suor Orsola Benincasa, Napoli.
L’uso di tecniche multimediali di archiviazione è molto compatibile con quello che un antropologo svolge normalmente, vale a dire lo studio di culture, perché gli esseri umani sono composti da immagini, suoni e movimenti che la tecnologia riesce a catturare.
«La testimonianza filmata – aggiunge il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli – riesce meglio di ogni altro strumento nell’intento di rimanere fedele alla narrazione orale: in fondo, la grande rivoluzione degli studi antropologici è stata possibile grazie allo sviluppo di tecnologie capaci di rendere riproducibile la testimonianza raccolta dal vivo. E, oggi più che mai, l’accessibilità sempre più facile delle strumento audiovisivo ci responsabilizza maggiormente nel dovere di preservare la memoria di una cultura, così importante e per gran parte della nostra storia così dimenticata, come quella contadina».
Ricorda il grande poeta Tonino Guerra in un’intervista: «Quando mi chiedono che cos’è la storia, che cos’è la memoria, io racconto sempre che mio nonno, quando camminava, si guardava continuamente indietro. Una volta gli chiesi: “Nonno perché vi voltate sempre indietro?”. Lui rispose: “Bisogna farlo, perché è da lì che viene il modo per andare avanti”. Quindi è giusto che un popolo, che una persona, che un paese tengano conto di quello che hanno dato quelli venuti prima di loro».
I “Granai della Memoria” sono stati realizzati anche con il contributo della Regione Piemonte e della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Il progetto, reso possibile da un accordo di collaborazione con TOP-IX, si avvale delle competenze tecnologiche di: Golden X-Stream S.r.l., Gametribes S.r.l., Always Advertising S.n.c. e BBBell S.r.l..

 

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