08 Giugno 2015
La recente apertura di Expo 2015, dedicata al cibo (“Nutrire il Pianeta, energia per la vita”) sta contribuendo a porre al centro dell’attenzione, da parte di mass-media e opinione pubblica, il cibo (nelle sue molte declinazioni: produzione, distribuzione, consumo… ), con il corredo di potenzialità e problematiche. L’apertura di Expo ha peraltro solo contribuito ad aumentare un’attenzione già forte sui temi connessi al cibo e alle sue implicazioni con il benessere della persona. È infatti esperienza comune di chiunque di come programmi televisivi, articoli giornalistici, blog, siano quotidianamente impegnati, non sempre con la dovuta competenza e precisione, a trattare di cibo e di alimentazione. Per dare un contributo scientifico a questi tempi, e risposte qualificate ad alcune domande che l’interesse sempre più diffuso per queste tematiche pone, è stato pensato il volume Quando il cibo si fa benessere. Alimentazione e qualità della vita curato da Paolo Corvo e Gianpaolo Fassino, edito in queste settimane dalla casa editrice milanese Franco Angeli.
Vuole essere un’occasione di riflessione scientifica sui molteplici fili che legano il cibo e l’alimentazione al benessere e alla qualità della vita. Vi concorrono una pluralità di ricerche condotte in ambito sociologico, antropologico e medico che, nell’insieme, contribuiscono a delineare quanto il cibo sia uno degli elementi che oggi maggiormente incide nel definire la qualità della vita di individui e comunità. Come evidenzia Filomena Maggino nelle pagine introduttive, «il rapporto tra qualità della vita e cibo è oramai considerato paradigmatico della multidimensionalità e complessità della qualità della vita». Nel corso dell’ultimo decennio, gli studi sulla qualità della vita, da un lato, e il complesso delle scienze gastronomiche, dall’altro, hanno conosciuto in Italia un notevole sviluppo, ma ancora mancavano studi finalizzati a investigare in maniera approfondita il rapporto che lega tra loro i due ambiti disciplinari.
I saggi che compongono il volume costituiscono una serie di riflessioni teoriche e metodologiche, unite ad alcune significative esperienze di ricerca sul campo, che contribuiscono, nel loro insieme, a restituire al lettore un quadro aggiornato di come il cibo e le pratiche alimentari siano intimamente legate al benessere sociale, alla qualità della vita e alla sua percezione nella complessa società del tempo presente.
Il libro si articola in tre parti (Teorie, Problematiche, Esperienze) in cui i quattordici saggi – opera di ventidue autori (oltre ai due curatori: Isabella Brega, Alice Brombin, Anna Casella Paltrinieri, Alessio Cavicchi, Federica Clerici, Matteo Colleoni, Anna Cremante, Valerio Corradi, Gabriele Di Francesco, Chiara Aurora Demaldè, Federica Ferretti, Tiziana Fontana, Michele F. Fontefrancesco, Silvana Greco, Filomena Maggino, Lucio Meglio, Lisa Nardi, Giampaolo Nuvolati, Cristina Santini, Silvia Segalla, Vanessa Suman, Annapia Verri) – sono suddivisi in modo da accompagnare il lettore in un percorso che presenta il variegato mosaico di questioni che legano cibo e qualità della vita. Una pluralità di punti di vista, certamente non esaustivi, ma comunque rappresentativi della complessità delle tematiche su cui scienziati sociali e gastronomi sono chiamati a riflettere ed intervenire. Dai sistemi carcerari agli ecovillaggi, dalle piccole comunità locali alla complessità dei sistemi urbani, dalle osterie venete alle iniziative di sviluppo del turismo sostenibile delle isole Eolie: sono questi solo alcuni dei differenti contesti sociali e geografici che fanno da sfondo ai saggi di questo volume. Non potendo, nello spazio a disposizione, soffermarci su tutti i singoli contributi del volume, ci si limiterà ai saggi di Paolo Corvo e Gianpaolo Fassino, lavori di ricerca maturati all’interno dell’Unisg.
Nel saggio che apre il volume – Cibo e benessere: antinomie e problemi – Paolo Corvo evidenzia alcune delle molteplici contraddizioni che caratterizzano, all’interno della società contemporanea, il nesso cibo-benessere. È quanto ad esempio emerge confrontando la centralità del cibo nella cultura contemporanea con i dati della spesa alimentare, la cui incidenza sui consumi medi mensili delle famiglie nel corso degli ultimi decenni è via via scesa a vantaggio di beni voluttuari. Anche l’attuale successo di corsi e scuole di cucina appare contraddittorio se messo in relazione alla sempre minor propensione a cucinare quotidianamente in ambito domestico. Le incoerenze e criticità del tempo presente si manifestano infine con maggiore evidenza se si considerano le grandi quantità di cibo sprecato a fronte invece di una porzione significativa di umanità che si trova ad affrontare i gravi ed irrisolti problemi della fame e della malnutrizione. Tra le contraddizioni che Paolo Corvo individua ed analizza vi sono poi i disturbi alimentari, favoriti anche da messaggi pubblicitari – a loro volta antinomici – in cui da un lato si invita a consumare cibi ipercalorici e dall’altro si pone a modello di bellezza un corpo eccessivamente magro. A fronte di un sempre maggiore e vivo interesse per la cultura gastronomica – ben evidente analizzando ad esempio la programmazione televisiva e il mercato editoriale degli ultimi anni – si sviluppano dunque contesti e situazioni in cui il cibo e le pratiche alimentari non rappresentano motivo di piacere bensì un elemento di forte criticità per i singoli e la collettività. Obesità, ortoressia, anoressia e bulimia sono problematiche gravi che assillano le società occidentali, propagandosi rapidamente con il diffondersi di stili di vita sempre più globalizzati. Il cibo può dunque perdere il suo essere elemento di piacere e di convivialità per diventare invece fonte di problematiche e di patologie. Assumono dunque un ruolo fondamentale a livello di educazione alimentare le food policies e la sensibilizzazione operata dai movimenti e dalle associazioni che promuovono il cibo sostenibile.
Gianpaolo Fassino, nel saggio Presìdi Slow Food e buone pratiche di comunità. Il caso della Piattella canavesana di Cortereggio, dà conto di una ricerca di terreno condotta in una piccola località nelle campagne del Canavese, sede dal 2010 di un Presidio Slow Food, costituito da uno sparuto ma dinamico gruppo di agricoltori. La ricerca per la prima volta ha preso ad oggetto un “Presidio Slow Food” indagandone la complessità comunitaria attraverso la raccolta di una ampia e diversificata serie di “storie di vita”, archiviate ed indicizzate secondo le metodologie proprie del progetto “Granai della memoria”, sviluppato all’interno dell’Università di Scienze Gastronomiche”. Gli esiti della ricerca sono tesi a dimostrare quanto la biodiversità coltivata nella comunità oggetto d’indagine, Cortereggio, si accompagni ad una ricca etnodiversità, testimoniata da un articolato ciclo calendariale festivo, scandito da alcune significative ricorrenze che, annualmente, rinnovano e coagulano la socialità comunitaria. L’esperienza del “presidio” si qualifica quindi come una “buona pratica di comunità”, un modo nuovo per valorizzare i saperi locali e le attitudini territoriali, favorendo così un’innovazione sociale ed economica rispettosa delle peculiarità del contesto locale.
Il volume, complessivamente, cerca quindi di offrire un articolato percorso di analisi del nesso che lega il cibo, i sistemi alimentari, le pratiche della nutrizione alla qualità della vita. Approcci disciplinari differenti e un variegato quadro di esperienze, riferite al contesto italiano e non solo, che da una parte mettono in luce quanto cammino di indagine e di ricerca sia già stato percorso nel corso degli ultimi anni per tentare di delineare un solido quadro di riferimento, dall’altra evidenziano quanto rimanga da fare non solo per comprendere il presente, ma anche e soprattutto per tentare di dare risposte qualificate ai molti quesiti che ancora incombono sul futuro. Disturbi del comportamento alimentare, stili di vita in profonda e rapida trasformazione, sostenibilità delle scelte nell’ambito del cibo sono solo alcuni dei temi affrontati dal libro e che fanno intendere quanto approfondire la comprensione del nesso che lega cibo e qualità della vita non sia un inefficace esercizio accademico, ma un fattivo contributo interpretativo per l’oggi e il domani.
Quando il cibo si fa benessere. Alimentazione e qualità della vita,
a cura di Paolo Corvo e Gianpaolo Fassino, Milano, Franco Angeli, 2015, 240 pp.
