25 Agosto 2008
Il professor Marco Riva ha lasciato d'improvviso l'Università di Scienze Gastronomiche che aveva contribuito a fondare. La sua intelligenza ne è parte viva, anche se la morte ce lo ha strappato.
E' morto Marco Riva ma, precisiamo, non la sua riflessione sulla civiltà alimentare, germinata a Pollenzo.
Tecnologo, aveva delle tecnologie una visione ad un tempo critica e a tutto campo, considerando l'interdisciplinarità non un processo ineluttabile ma una tentazione creativa.
La versatilità dei suoi interessi ne aveva fatto, sin dalla fondazione dell'Università di Scienze Gastronomiche, un interprete, con strumenti scientifici, della gastronomia e delle sue declinazioni attuali.
Dopo quattro anni di insegnamento, la vita del campus, le complicità fra colleghi, le esperienze didattiche, avevano maturato in lui una curiosità profonda per un cibo con valenze oggettive e soggettive.
Per questo, Marco Riva, cristiano e comunista, considerava tecnologia alimentare anche la convivialità.
L'appartamento in cui abitava, a Bra, in viale delle Rimembranze, era mensa filosofica e tavola ospitale intorno a cui, la sera, invitava ospiti-cuochi, docenti e non, davanti a piatti di studiata semplificazione. Ricordo in particolare un risotto giallo (cotto in forno a microonde) cui mi è mancato il tempo per opporgli un risotto giallo (cotto sul gas)...
Alberto Capatti
