06 Aprile 2017
"In un mondo in cui ci si ascolta sempre meno, noi chiediamo di raccontare la propria storia, la conserviamo, la diffondiamo e le diamo continuità".
Piercarlo Grimaldi, rettore UNISG e antropologo, sintetizza così i quasi cinque anni di vita del progetto "I Granai della Memoria" - ideato nel cuore dell'UNISG insieme a Carlo Petrini e Davide Porporato - che in questi giorni si presenta con un nuovo portale internet completamente rinnovato nella grafica e in molti dei suoi contenuti.
Una migliore qualità dei video, nuove funzionalità di ricerca, un’interfaccia più moderna e una serie di nuovi testi di approfondimento rendono infatti più facile la navigazione fra le oltre mille storie di vita raccolte dall’ateneo di Pollenzo: il sito è inoltre stato completamente ripensato in modo da essere mobile responsive, ovvero adatto per essere consultato attraverso smartphone e tablet. Lo sviluppo informatico del nuovo portale è stato realizzato da Sinbit, spin-off del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino.
Quello dei Granai della Memoria è un laboratorio di ricerca dell'UNISG dove una “redazione” quotidianamente si occupa di raccogliere, archiviare e rendere disponibile on-line un ricchissimo patrimonio di oralità.
Spiega a questo proposito Piercarlo Grimaldi: "Sono molteplici le collaborazioni che in questi anni abbiamo intessuto: a partire da Slow Food con la sua rete globale fatta di Presìdi, Condotte, Comunità del Cibo di Terra Madre, quindi il MedEatResearch - Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea di Napoli, la Fondazione Ignazio Buttitta di Palermo, il Centro Internazionale di Studi Antropologici Dialettologici e Etnomusicologici del Mediterraneo e l’Archivio Etnografico Siciliano di Palermo".

Questo intenso lavoro di ricerca, nel corso del 2016, ha ottenuto l’importante premio Europa Nostra Awards, promosso dall'omonima organizzazione non governativa che si occupa di supportare e valorizzare il patrimonio culturale e naturale europeo.
L'archivio multimediale dei “Granai della Memoria” è composto innanzitutto da testimonianze che riguardano il cibo: dalle produzioni casearie del Piemonte agli agricoltori dell’Africa, dai rappresentanti della rete di Terra Madre alle storie che raccontano la Dieta Mediterranea, dalle esperienze dei produttori dei Presìdi Slow Food a quelle di giovani impegnati in agricoltura in ogni parte del pianeta, agli chef invitati alle Tavole Accademiche fino alle innumerevoli voci raccolte nel mondo dagli studenti di Pollenzo nel corso dei viaggi didattici.
Ma non solo.
Vengono infatti raccolte anche testimonianze che attengono ad altri aspetti della vita dell’uomo: dalle storie d’impresa dell’eccellenza artigiana alla storia locale dei vari territori visitati, dalle testimonianze dei partigiani piemontesi alle narrazioni del mondo operaio, dagli artisti agli intellettuali e studiosi invitati a tenere seminari e conferenze a Pollenzo.

"La metodologia di ricerca dei Granai della Memoria in questi anni è stata riconosciuta sia a livello nazionale che internazionale - aggiunge il rettore Grimaldi - Ad esempio, grazie alla collaborazione con il Centro Nazionale Studi del Tartufo e l'Associazione Nazionale Città del Tartufo, abbiamo contribuito a portare la candidatura del tartufo quale patrimonio immateriale dell'umanità presso l'UNESCO".
Prosegue il rettore: "Al tempo stesso, a partire da quest'estate, siamo protagonisti con Slow Food del progetto di ricerca finanziato dal programma europeo Interreg Central Europe, che coinvolge enti pubblici e organizzazioni no-profit al fine di valorizzare i patrimoni gastronomici di cinque città europee: Venezia, Dubrovnik in Croazia, Cracovia in Polonia, Brno nella Repubblica Ceca e Keskemet in Ungheria. Partendo dalla metodologia di ricerca sviluppata dai Granai della Memoria, verranno studiati e resi noti gli aspetti del patrimonio culturale immateriale collegati alle gastronomie delle città. L'esperienza maturata dal gruppo di lavoro dell'UNISG arricchisce e sostanzia il progetto, la cui innovazione sta in un approccio olistico forte e collaborativo fra pubblico e privato".

"Abbiamo creato una delle più ampie banche dati sulla vita dell'uomo e siamo la prima università ad averlo fatto in modo sistematico e scientifico. Grazie ad una serie di parole chiave e categorie possiamo rintracciare filoni tematici in ogni testimonianza archiviata. I Granai delle Memoria sono un prodotto che ci permette di conoscere la grammatica del pensiero orale, ossia del gesto e della parola" sostiene Grimaldi "In questo modo, dalla grande mole di informazioni dei Granai emergono dati ricorrenti e rilevanti da analizzare. Ad esempio, è interessante notare come il filo rosso che lega le testimonianze delle cuoche e dei cuochi invitati alle Tavole Accademiche di Pollenzo, chiamati a raccontare il motivo fondante che li ha portati nel mondo della cucina, è l'affettività, ovvero una presenza affettiva in famiglia - una madre e una nonna nella maggior parte dei casi - che li ha indirizzati verso il cibo e la sua preparazione".
Alla domanda se sia arduo organizzare e realizzare così numerose e diverse interviste, Piercarlo Grimaldi ci risponde con un sorriso: "Fino ad oggi non abbiamo mai incontrato nessuno che ci abbia rifiutato la sua testimonianza. Anzi, la gente lo fa volentieri, è contenta di consegnarci la sua eredità immateriale. Noi ascoltiamo queste storie, le conserviamo. Si tratta di uno scambio umano: io ti dono la mia storia e tu mi doni la continuità".