30 Agosto 2011
Dal Cheddar inglese ai formaggi d'alpeggio delle malghe tedesche, dal Queijo Terrincho portoghese al celebre Roquefort dell'Aveyron senza tralasciare il Cabrales tipico delle Asturie e le specialità biologiche a base di latte vaccino, ovino e caprino della Bretagna. Gli studenti dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cn) si preparano a Cheese organizzando 15 viaggi didattici in 5 paesi europei per scoprire le principali produzioni casearie locali.
Suddivisi in piccoli gruppi, i ragazzi avranno mete e obiettivi didattici differenti.
Alcuni si recheranno nel Regno Unito, nelle contee meridionali di Sussex, Kent e Bristol, per assaggiare formaggi a pasta dura come lo Stilton e il Duddleswell, lo Stichelton, un blu a base di latte non pastorizzato, il Penyston ed il Baywell, più cremosi e morbidi. Non saranno tralasciati i deliziosi latticini scozzesi ed in particolare il Lanark Blue, formaggio di pecora non pastorizzato, il Dunsyre Blue ed il Cheddar dell'Isola di Mull.
Due gruppi partiranno alla volta della Francia, paese in cui l'attività casearia rappresenta uno dei pilastri portanti della tradizione gastronomica. Banon, Laguiole e Roquefort sono alcuni esempi di produzioni celebri che gli studenti conosceranno incontrando gli artigiani del Midi. In Bretagna invece assaggeranno formaggi bio prodotti con latte vaccino, ovino e caprino, carpiranno i segreti del celebre burro bretone e si recheranno in visita presso gli allevamenti della razza bovina bretonne pie noir, Presidio Slow Food.
In Baviera, a Lindenberg, parteciperanno alla decima edizione della Festa Internazionale del formaggio, manifestazione che vede protagoniste le principali produzioni casearie del territorio.
A Porto e nella valle del Douro gli studenti UNISG avranno l'opportunità di incontrare e confrontarsi con gli allevatori della pecora di razza Churra da Terra Quente il cui latte è utilizzato per il Queijo Terrincho, formaggio di pasta semi-molle dal sapore dolce.
Per finire, nelle Asturie, analizzeranno due produzioni appartenenti alla tradizione casearia locale: il Peral, erborinato a base di latte vaccino, e il Cabrales
Per i futuri “gastronomi” i viaggi didattici rispondono all'esigenza di un approccio multidisciplinare per lo studio delle scienze gastronomiche e rappresentano momenti carichi di valore formativo permettendo di entrare in contatto con importanti realtà produttive italiane e straniere, incontrando direttamente i contadini, i produttori, gli chef e i professionisti negli ambienti in cui operano. Durante tali attività gli studenti vengono inoltre invitati a raccogliere documentazioni e video interviste presso i depositari delle conoscenze agricole e gastronomiche del territorio visitato, contribuendo, in tal modo, al progetto di ricerca denominato “I Granai della memoria” dell'Università di Scienze Gastronomiche. Una banca dati dei saperi contadini e artigiani di tutto il mondo.
L'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche sarà presente a Cheese dal 16 al 19 settembre con uno stand istituzionale in Piazza XX settembre dalle ore 10 alle 23.
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Alessandra Abbona - Elena Baravalle
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