13 Giugno 2012
Per il terzo anno consecutivo, grazie alla collaborazione con Co.Svi.g (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche), tra le numerose destinazioni dei viaggi didattici dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cn), c’è la Toscana delle energie rinnovabili, quella che coniuga produzioni di eccellenza gastronomica con le risorse energetiche che vengono da sottosuolo.
Si tratta di un viaggio, che vuole portare un nuovo gruppo internazionale di studenti del master in Food Culture and Communications a scoprire una porzione unica di territorio toscano, caratterizzato proprio dalle tecniche di produzione di cibo che utilizzano energia sostenibile tratta dal vapore geotermico e da altre fonti rinnovabili.
Dopo una sosta a Recco, in Liguria, per degustare la celebre e omonima focaccia, i ragazzi verranno accolti presso l’agriturismo la Contea di Monterotondo Marittimo (Gr).
L’inizio del viaggio non può prescindere da una lezione introduttiva sul progetto che anima questi territori, ovvero “Gusto Pulito” e la Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili, tenuta da Fausto Costagli, fiduciario Slow Food della condotta del Monteregio e da Piero Ceccarelli, presidente di Co.Svi.G.
Si tratta di progetti sviluppati in collaborazione con Co.Svi.G, nato nel 1988 per promuovere iniziative di sviluppo socio economico nelle aree geotermiche.
Nella giornata di martedì, gli studenti conosceranno EnerGea (Centro di ricerca e trasferimento dell'innovazione tecnologica sulle energie rinnovabili) e visiteranno la Centrale geotermoelettrica San Martino sempre a Monterotondo Marittimo.
Più tardi sarà la volta della visita al Caseificio Podere Paterno, dove si producono interessanti varietà di formaggi e latticini (dai fiocchi di latte al pecorino), quindi seguirà un buffet a base di prodotti locali con il pastore che illustrerà le diverse produzioni.
Nel pomeriggio si visiterà l’azienda vitivinicola naturale Massa Vecchia, a Massa Marittima, situata sulle pendici delle colline metallifere, con un’estensione di circa 6 ettari a vigneto e oliveto, che produce vino e olio. La filosofia di questa azienda è quella di produrre a basso impatto ambientale, seguendo processi naturali e i cicli della natura: la vigna è curata solo con processi manuali, concimi aziendali, zolfo e rame come unici trattamenti, così come per l’oliveto.
Nel pomeriggio i ragazzi visiteranno la cittadina di Massa Marittima, cenando poi a “La Taverna del Vecchio Borgo”.
Il mercoledì si terrà la visita alla cooperativa sociale Parvus Flos di Radicondoli, che utilizza le potenzialità derivanti dalla geotermia, ovvero il vapore presente nel sottosuolo estratto mediante perforazioni che permette di riscaldare le serre in modo pulito, riducendo sensibilmente i costi di gestione.
Per pranzo si sosterà alla Ciottolona di Boccheggiano, dove si assisterà ad una lezione su “L’utilizzo del pane nella gastronomia toscana”. Quindi, nel pomeriggio, presso il panificio Montomoli, si assisterà a una lezione-laboratorio su “Il gusto sulla farina di castagne”.
In serata la cena si terrà presso la trattoria Sbrana a Ghirlanda (Massa Marittima), con un’attenzione particolare alla diverse pizze proposte con i prodotti del territorio.
Giovedì i ragazzi si sposteranno nell’area dell’Amiata: in mattinata si visiterà la Distilleria Nannoni, in località Aratrice a Civitella Paganico (Gr), dove si producono grappa e acquaviti di qualità, grazie al sistema di distillazione discontinuo con impianto a vapore e colonne a basso grado.
Il pranzo è previsto all’Antica Fattoria del Grottaione di Montenero d’Orcia, cui seguirà la visita al Frantoio Franci, che ha vinto numerosi premi per l’eccellenza dei propri prodotti (Leone d’Oro, Miglior Frantoio di Toscana, Tre Olive Slow Food, Guida Bibenda, Guida L’extravergine, tra gli altri).
Nel pomeriggio gli studenti si dedicheranno ad una lezione e degustazione presso il consorzio del Brunello di Montalcino, per conoscere uno dei vini italiani più noti e apprezzati nel mondo.
Il venerdì la delegazione si sposterà a Montegiovi, per pranzare presso La Poderina, azienda dedicata alla produzione di agricoltura biologica, che produce vini e oli certificati. Ma non solo: la Poderina è anche nota per aver valorizzato la cultivar autoctona principale del Monte Amiata che è l’Olivastra Seggianese. È inoltre anche azienda agrituristica, con il suo ristorante L’Olivastra, con cucina biologica. L’azienda fa parte della Comunità del Cibo ad Energia Rinnovabile della Toscana, un progetto voluto da Slow Food, Co.Svi.G e Fondazione Slow Food per la Biodiversità che riunisce sotto di sé quei produttori che producono esclusivamente utilizzando energia da fonti rinnovabili.
E dopo il vino e l’olio toccherà alla birra, con la visita al Birrificio artigianale Amiata di Arcidosso, che utilizza prodotti tipici del territorio come le castagne IGP.
Il viaggio si concluderà presso il ristorante “Aiuole” di Arcidosso.