04 Aprile 2024

Niente può scalfire questo legame nel ricordo di un amico onesto e sincero, con Paolo perdo una parte della mia vita, di anni belli e avventurosi. Ci stringiamo con affetto alla cara Annalisa e ai tre figli; l'Università sarà sempre la vostra casa”.

Così Carlo Petrini, fondatore e presidente del nostro ateneo, quando ha saputo dell’improvvisa scomparsa di Paolo Camozzi.

Paolo Camozzi, tra i primi studenti iscritti – e poi tra i primi laureati triennali - della neonata Università nell’autunno 2004: matricola n° 04SG035.
È  stato studente del corso triennale, poi di quella che si chiamava ancora laurea specialistica biennale, che diventerà la Magistrale.
Accanto a lui, compagna di classe e di vita, Annalisa Sivieri, anche lei studentessa UNISG, oggi nostra collega e project manager nell’ufficio Formazione, Progetti e Innovazione per le aziende.

Paolo ha collaborato con la Banca del Vino, con Slow Food e Slow Wine.
Ovunque lui abbia lavorato, viene ricordato con affetto, per la sua competenza, per l’umiltà, per la gentilezza.

Dall’alto dei suoi 2 metri di altezza, questo GGG, Grande Gigante Gentile, citando Roald Dahl, ha incrociato le nostre strade – che fosse per motivi di studio, lavoro o amicizia – sempre con un passo felpato e lieve.

In questo giorno ci lascia sgomenti, addolorati, increduli.
Tutti, nessuno escluso, oggi all’UNISG eravamo con gli occhi lucidi, il cuore gonfio di emozione nel ricordo di Paolo e il pensiero ad Annalisa e ai loro tre splendidi figli.

Potremmo mettere insieme qui, gli scritti e i pensieri che molti di noi in UNISG e a Slow Food, e non solo, gli abbiamo dedicato.
Ma vi lasciamo con il commosso e sincero saluto del suo relatore di tesi, il prof. Nicola Perullo, che bene riassume come ci sentiamo.

Quando, il giorno ufficiale dell’inizio della nostra Università, nell’ottobre del 2004, incontrammo i primi studenti del corso di laurea triennale, eravamo tutti pieni di curiosità, emozionati, felici e partecipi di un percorso completamente nuovo, di cui nulla si prevedeva.
Tra questi giovani, provenienti da tante regioni d’Italia e tanti paesi del mondo, spiccava su tutti una figura per altezza e magrezza: un filiforme, lunghissimo e timido ragazzo con lo sguardo ancora bambino.
Riservato ma amabile, sorridente e disponibile non solo con i compagni ma con tutti noi, Paolo ci mise pochissimo a conquistare ogni cuore e ogni mente, diventando subito uno dei “pilastri” di quel memorabile primo anno.
Non l’ho mai sentito lamentarsi, non l’ho mai sentito urlare o arrabbiarsi. Non era però una persona passiva o indifferente, tutt’altro.
Aveva una caratteristica che non si sposa di solito bene con la giovanissima età: la saggezza.
L’ho sempre sentito come un giovane saggio, riflessivo e costante.
Col tempo, Paolo si appassionò al vino – sono stato anche suo relatore di tesi - e presentò un ottimo lavoro sulla sostenibilità in quel comparto, e nel vino ha poi continuato a lavorare, guadagnandosi unanimi stima e riconoscimento. Adesso i ricordi sono però appannati e confusi, mi riesce difficile scrivere e lo sconcerto prevale. Verrà il tempo per  ricordare bene le sue grandi qualità.

Quello che ora riesco solo a dirti, Paolo carissimo, nonostante il dolore di non poterti più incontrare e salutare prema forte, è che sarai sempre con tutti noi, sarai con noi non solo nella memoria e nei ricordi ma come fiamma viva, come traccia del futuro per la nostra comunità di destino. Con te, un abbraccio forte anche ad Annalisa e ai vostri bambini”.