27 Giugno 2016

11 aziende, 65 ragazzi e diversi ex studenti UNISG venuti a portare la loro esperienza ai futuri “gastronomi”: queste le premesse della sesta edizione del Career Day UNISG. Iniziato sei anni fa, con la presenza di sole tre o quattro aziende e in “versione” esclusivamente italiana, questo importante evento è progressivamente cresciuto, diventando sempre più importante: già dal terzo anno, infatti, al consueto Career Day italiano se n’è aggiunto un altro, internazionale, con la stessa formula,  gli stessi obiettivi, e  conseguente aumento del numero delle aziende coinvolte. Eataly, Lavazza, Ikea, ma anche Elior, Cortilia, Wellness, sono solo alcuni dei nomi delle imprese che vivono questo momento con grande interesse, sperando di trovare nei nostri ragazzi i protagonisti del loro futuro.

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“Vivetevi l’ansia” dice Paolo Vanni (membro del Career office) nel suo discorso di benvenuto. Se sei ansioso, è perché ci tieni. L’ansia c’è, ma c’è anche un entusiasmo evidente, una forte voglia di aprirsi, conoscere e mettersi in gioco. Ma cosa si aspettano gli aspiranti gastronomi da questa giornata? “Sicuramente un feedback positivo da tutte le aziende, grazie ad una conoscenza maggiore delle loro esigenze delle loro filosofie”, ma anche “idee più chiare per il futuro, voglia di mettersi in gioco”.

Alle 9, come da programma, le aziende iniziano le loro presentazioni: la loro mission, un po’ di numeri e una breve descrizione dei profili da loro ricercati sono, in genere, gli aspetti salienti delle presentazioni.  Meno “ordinati”, probabilmente più emotivi, sono, invece, i discorsi degli ex studenti UNISG: un punto di contatto estremamente importante tra i ragazzi e le aziende, un “ponte” che fa sembrare tutto più reale, più vicino. Alcuni di loro sono solo allo stage curriculare: Federica Parodi, laureata un anno fa in triennale, è ora in stage presso Iper, una delle 11 aziende presenti al Career Day. “L’esperienza UNISG è stata molto importante: mi ha dato le conoscenze e una base solida da cui partire. Ma anche il ruolo dell’azienda è fondamentale: devono avere voglia di formarti e farti crescere, senza il loro supporto non sarei arrivata fin qui.”

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Anche l’esperienza di Stefano, oggi mastro birraio e coordinatore della “birroteca” di Iper- Arese, è molto simile: laureato in triennale, è arrivato a Iper dopo aver terminato uno stage curriculare presso un’enoteca di Milano. “Iper mi ha permesso di lavorare per un mese in un microbirrificio, e mi ha dato tutto il materiale didattico necessario a consolidare le mie conoscenze. Ha fatto un enorme investimento su di me”.

C’è anche qualche ex studente in veste di “reclutatore”: Niccolò Pistis, laureato in triennale, lavora per Ikea da un anno e mezzo circa, rivestendo un ruolo in azienda di forte responsabilità. “Cerchiamo ragazzi motivati e soprattutto sensibili alle nuove sfide del futuro: sostenibilità, benessere animale e wellness. E la formazione che si riceve in quest’università è perfetta in tal senso: non acquisisci competenze specifiche ma un mind-set che ti permette di vedere il cibo sotto tutte le sue possibili sfaccettature. Vedere il piatto, ma anche le mille cose che ci sono dietro.”

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E infine, ex studenti che non si sono accontentati di lavorare in un’azienda prestigiosa, ma ne hanno creata una tutta loro come Paolo Camozzi  che lavora ormai da 4 anni ad un progetto di start-up: Cortilia è una micro azienda nel milanese che nasce per portare un’esperienza di contatto diretto con le aziende agricole e acquisto innovativo dei loro prodotti attraverso ordinazione online e consegna a domicilio.

Insomma, tanti mondi diversi, tante opportunità, in un’unica giornata. Quindi sì, vivete l’ansia ma mettetevi in gioco: entrate, nel futuro del cibo!