26 Giugno 2025

Bellezza, comunità, innovazione: Harvard incontra Pollenzo

L’Università di Scienze Gastronomiche ha accolto la Summer School dell’ateneo statunitense per una giornata di dialogo sul gusto come esperienza estetica e sociale.


Mercoledì 25 giugno, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha accolto un gruppo di studenti e docenti dell’Harvard University nell’ambito della Summer SchoolBeauty, Community and Innovation”. Trenta studenti, guidati dal prof. Francesco Erspamer, hanno vissuto una giornata intensa di riflessione sui legami tra bellezza, cultura, alimentazione e responsabilità collettiva.

Il Rettore Nicola Perullo ha aperto i lavori con una lezione dedicata al gusto come dispositivo conoscitivo: non semplice percezione sensoriale, ma modalità attraverso cui il mondo si rivela nella sua complessità e nella sua pluralità. La bellezza, ha spiegato, non è un lusso, ma una forma di attenzione, una saggezza che si manifesta nella scelta consapevole, nella cura, nella convivialità.

A seguire, il prof. Lorenzo Bairati ha offerto una comparazione tra i sistemi giuridici europeo e statunitense in materia di diritto alimentare, mettendo in luce come i diversi approcci riflettano distinte visioni della sicurezza, della qualità e della responsabilità nel cibo. L’intervento ha aperto una riflessione critica su globalizzazione, tutela delle denominazioni e pratiche normative.

La dott.ssa Elena Mancioppi ha esplorato la dimensione politica e culturale dell’olfatto. Attraverso il concetto di osmosfera, ha illustrato come gli odori e gli aromi agiscano nello spazio sociale, definendo identità, confini e relazioni. Il cibo, in questa prospettiva, diventa mediatore di emozioni, memorie e poteri.

Il dott. Riccardo Migliavada ha introdotto la prospettiva delle neuroscienze e della psicologia alimentare. Le sue ricerche indagano il modo in cui prendiamo decisioni alimentari, spesso inconsapevoli, condizionate da meccanismi evolutivi, contesti ambientali e stimoli percettivi. Educare al gusto significa, in questo senso, trasformare ambienti e abitudini, non solo fornire informazioni.

La dott.ssa Elena Corcione ha infine presentato le connessioni tra produzione alimentare e diritti umani, con particolare attenzione alle filiere globali. Lo sfruttamento del lavoro, la deforestazione, la disuguaglianza nell’accesso al cibo sono aspetti che richiedono un’analisi giuridica attenta e strumenti di responsabilità condivisa tra Stati, imprese e società civile.

Il prof. Simone Cinotto, storico dell’alimentazione e Delegato all’Internazionalizzazione, ha chiuso l’incontro con una riflessione sul significato dello “stile italiano” nella cultura gastronomica: una tradizione che ha saputo evolvere tra innovazione e memoria, identità locale e apertura globale.

Al termine della mattinata di lezione, il gruppo è stato condotto in visita all'ateneo, alle sue strutture  e all'orto ecologico, per ritrovarsi infine a  pranzo alle Tavole Accademiche, dove è stato accolto dal presidente dell'UNISG Carlo Petrini.

La giornata ha rappresentato per Harvard e Pollenzo non solo uno scambio accademico, ma un’occasione per riaffermare la centralità del cibo come chiave di lettura del mondo, come pratica culturale e come spazio di costruzione comunitaria.