14 Giugno 2012

Apre oggi a Roma, presso l’air terminal Ostiense, la nuova – e la più grande finora – sede di Eataly.

Qualche numero, per farsi un’idea del grandioso progetto: 17.000 mq su 4 piani, il 60% dedicati alla vendita del cibo e il restante alla ristorazione e alla didattica; 23 luoghi di ristoro, 40 aree dove imparare a conoscere e preparare il cibo, 8 aule, 14.000 prodotti in vendita, 500 collaboratori, 8 zone di produzione a vista, e poi sale riunioni e aree congressi.

Si tratta, dopo i due centri di Torino, quelli di Pinerolo, Asti, Monticello d’Alba, Milano, Genova, Bologna, i 9 in Giappone e quello di New York, della nuova scommessa di Oscar Farinetti: portare il meglio del gusto italiano nella Capitale, vetrina unica e privilegiata con un richiamo turistico internazionale.

E nella mastodondica Eataly romana c’è anche un pezzo dell’Università di Scienze Gastronomiche. In un’area apposita, infatti, sono esposte due singolari pietre antropomorfe, una maschile e l’altra femminile, antichi pali di testa dei filari ritrovati a Vesime, in provincia di Asti, dal prof. Piercarlo Grimaldi, antropologo e rettore nel nostro ateneo.

Una pannellistica dettagliata spiega proprio la storia di questi preziosi simboli di Piemonte, che possiamo definire i Moai del vino (sulla falsariga delle enormi statue dell’isola di Pasqua): elementi della profonda cultura vitivinicola piemontese che vigilano silenziosi sui raccolti, anzi li favoriscono grazie al senso di fertilità che da loro emana.