30 Dicembre 2020
Una storia straordinaria, fatta di coraggio, tenacia, visione, ma anche di competenza, conoscenza e di intraprendenza
Fonte: www.granaidellamemoria.it
A Pollenzo ricordiamo la sua presenza fiera e luminosa all’edizione di Coltivare e Custodire 2019, appuntamento ideato dall’UNISG e dalle Aziende Vitivinicole Ceretto, lo scorso anno interamente declinato al femminile. Protagoniste erano infatti le donne in agricoltura, di ogni età e provenienza, dedite alla produzione di cibo sostenibile. Lei era stata premiata, accanto a Laura Rosano, chef e attivista uruguayana e al team composto da Lisa Fellman, Laura Wutrich e Giulia Crijnen, ex studentesse dell’Unisg, coltivatrici e promotrici di un grande orto urbano in Olanda.
Ora purtroppo ci tocca parlarne al passato, perché ieri, la vita di questa donna carismatica e capace, è stata interrotta brutalmente da un atto assassino che ci lascia tutti sgomenti.

La sua era una storia straordinaria, fatta di coraggio, tenacia, visione, ma anche di competenza, conoscenza e di intraprendenza.
Il suo profilo e le motivazioni per le quali fu premiata a Coltivare e Custorire 2019 sono qui riassunte.
“Agitu Ideo Gudeta, allevatrice etiope trapiantata in Trentino, a Frassilongo nella valle dei Mocheni, da diversi anni per portare avanti la sua passione e la sua sfida: vivere in armonia con la natura e recuperare dall’estinzione la bellissima capra Mochena. Con grande determinazione Agitu ha recuperato un terreno di 11 ettari in abbandono e lo ha valorizzato come pascolo incontaminato per il suo gregge di capre. Grazie alla passione ed alle conoscenze apprese dalla nonna materna Agitu alleva le capre e trasforma il formaggio con metodi tradizionali, oggi sempre più necessari per un allevamento sostenibile e di qualità: produce formaggi, yogurt e creme cosmetiche tutto a base di latte caprino. Le sfide in agricoltura per una donna imprenditrice sono sempre, molte ma Agitu non si lascia intimidire e sta proseguendo con orgoglio la sua attività. Impegno di Agitu è anche quello di difendere il territorio e proporre un modello di azienda agricola biologica sostenibile che possa funzionare da stimolo e incoraggiamento per quanti desiderano realizzare nuove modalità di vita, lavoro e convivenza”.

Così la ricorda Roberta Ceretto: “Non riesco a capacitarmi di un gesto così crudele contro di lei. Personalmente mi aveva molto toccata la passione e la tenacia che emergeva dalle sue parole e nel suo sorriso. Una donna coraggiosa per la sua storia personale, ma anche romantica sognatrice capace di dar vita ad un progetto straordinario che spero non finisca dopo questo brutto evento. Vederla oggi ritratta in tv e sui giornali circondata dalle sue capre fa veramente male al cuore”.
Così Carlo Petrini: “Sono esterrefatto e mi unisco al grande cordoglio che questa triste notizia ha suscitato. Non possiamo che ringraziare Agitu per tutto quello che ha fatto e rappresentato in questi anni e porteremo sempre con noi il suo sorriso e la sua determinata passione”.