16 Ottobre 2024
Sicurezza del prodotto, sicurezza dell’impatto: a Filiera Birra 2024 si parla di blockchain e birre sociali e di come il mercato è pronto ad accettarle.
Milano, 16 ottobre.
Nell’ambito dell’evento nazionale “Filiera Birra 2024”, uno dei più importanti appuntamenti del mondo birraio italiano rivolto ad operatori e produttori del settore, e che vede coinvolte le principali associazioni ed istituzioni pubbliche (e.g AssoBirra, Unionbirrai, Consorzio Birra Italiana, CIA Agricoltori Italiani e ICE), verranno presentati i primi esiti delle ricerche legate al progetto “B4HOPES - Blockchain solution for tracking HOP production and communicating Social Impact in a Beer Social Agrifood Production”; progetto finanziato grazie ai bandi a cascata per le imprese del progetto NODES - Nord Ovest Digitale e Sostenibile.

La ricerca, che coinvolge un team guidato dal prof. Michele F. Fontefrancesco (Università Cattolica del Sacro Cuore), con la prof. Luisa Torri e le dottoresse Nazarena Cela e Chiara Nervo (Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo), mira ad analizzare la percezione e l’interesse dei consumatori verso birre sociali ed in particolare birre prodotte grazie ad iniziative di rieducazione e reinserimento di carcerati, e l’impatto che strumenti di blockchain possono avere nel migliorare la trasparenza e la comunicazione nel settore dando contezza effettiva dell’impatto sociale che un acquisto può avere.
“Scegliere una birra è sempre più un fattore che va oltre il piacere e guarda all’impatto positivo che questa scelta può avere sul mondo,” spiega il prof. Fontefrancesco “Le birre carcerarie sono un esempio calzante di come la produzione brassicola possa creare i presupposti di una società migliore. La nostra comunicazione vuole spiegare come effettivamente questo sia possibile e soprattutto come i nuovi strumenti di blockchain possano avere un ruolo cruciale nel garantire la tracciabilità non solo degli ingredienti, ma soprattutto dell’impatto che ogni consumatore può fare attraverso la sua scelta.”
"La nostra ricerca è fondamentale,” spiega la prof.ssa Torri, “per comprendere come i consumatori percepiscono le birre carcerarie e il ruolo cruciale che la sinergia tra birra artigianale e sostenibilità sociale può avere nel mercato. L'incontro tra il settore brassicolo e i principi di inclusione e reinserimento sociale trasforma la birra in un prodotto che va oltre il piacere sensoriale, diventando un simbolo di cambiamento sociale. Strumenti come la blockchain permettono di comunicare con trasparenza questi valori, consentendo ai consumatori di fare scelte più informate, consapevoli delle conseguenze delle loro scelte d'acquisto in termini di sostenibilità sociale, economica e ambientale"
Questi argomenti saranno approfonditi dal podio del Palazzo della Cultura, dalla dott.ssa Nazarena Cela, nell’intervento dal titolo: “Dal campo al bicchiere: comunicare l'impatto sociale della birra di economia carceraria”, il 16 ottobre alle ore 17.45.