03 Giugno 2015

Una composizione a quattro mani: due di Gloria Feurra, due di Francesco Bigatti

La mission del bando “Da Terra Marginale a Terra Originale”, nato nel 2014 in Piemonte, nell'area dell'Alta Langa, è quella della rivalorizzazione dei propri luoghi. Il percorso tracciato per assistere ad un cambio di tendenza che mira al riconoscimento del potenziale di quelle terre, è quello di un ritorno ad all'agricoltura, purché innovativa, purché fatta da giovani imprenditori.

L'originalità, perno sul quale ruota l'intera impalcatura del bando, lo sappiamo, è un'arma vincente. Un'appeal che non è sfuggito all'agenda mediatica e la rassegna stampa ha fin da subito dedicato abbondante attenzione al progetto:

  • Gamberosso.it: “Si rivolge ai giovani volenterosi di intraprendere un'attività nei campi. Il bando promosso da alcuni importanti attori piemontesi con il supporto dell'incubatore di start up Make a Cube.”
  • Lastampa.it: “Riportare i giovani (e non solo) alla terra e allo stesso tempo salvare i campi e i loro tesori dall’abbandono.”
  • Ilsole24ore.it: “Il progetto Terre originali lancia un bando per richiamare i giovani a coltivare. Con l'aiuto di Slow Food, delle associazioni locali e con l'assistenza imprenditoriale.”
  • Coldiretti.it: “Terre Originali è un progetto nato nelle Langhe, che vede coinvolti alcuni comuni in provincia di Cuneo e che mira a ridare vita ai terreni abbandonati della zona – un fenomeno purtroppo molto diffuso in Italia.”
  • Greenews.info: “Iniziativa sperimentale pensata per rispondere ai problemi emergenti dei terreni incolti, della disoccupazione giovanile e del ricambio generazionale nella gestione agricola.”

Stiamo ben attenti però, perché parliamo di un'originalità fertile, figlia di necessità. In una terra di spopolamento, di braccia rubate all'agricoltura, di età medie spiccatamente alte e dove nel margine lasciato vuoto dalla felice antropizzazione dei paesaggi rurali s'inseriscono prepotentemente sterpaglie e frane, il bando sembra apostrofare un “ma dove diavolo scappate?”.

Pensiamoci, a questo incredibile paradosso:
Le braccia hanno bisogno di lavoro e il lavoro ha bisogno di braccia.
Manca il lavoro, mancano le braccia. C'è disoccupazione e c'è l'abbandono delle terre.
C'è anche bisogno di ripopolare un'area come quella dell'Alta Langa, offuscata dalla più fortunata sorella “Bassa”; una tipica vicenda familiare dove, senza neppure palesarlo, è chiaro quale sia la pecora nera.
Va bene, è giusto: parliamo anche di quanto sia disincentivante zappare la terra e scordarsi le ferie mentre la testa è piena di preoccupazioni sull'Imu, sulla concorrenza in un mercato perverso e sulla più nota ansia da fine mese.
Lo sappiamo bene e lo disincantiamo immediatamente lo stereotipo della bucolica vita agreste.

È un riscatto lucido quello proposto da Terre Originali, forte di motivazioni e progettualmente maturo, che ha saputo dare una risposta plausibile a tutte queste domande.
Si crede nel ritorno, lo si supporta concretamente con consulenze tecniche e si concedono le terre solo a quei progetti che hanno colto l'anima del bando: originalità, autenticità, validità.

Noi, in quelle Terre, abbiamo trascorso qualche giornata, le abbiamo attraversate incontrando i promotori del cambiamento, dialogando con chi è rimasto, con chi è fuggito e con chi, invece oggi vorrebbe arrivare.
Poteva restare un mero e accademico lavoro di ricerca sul campo, magari ben fatto, magari arido nel coinvolgimento personale. É diventato qualcosa in più.
Originalità, autenticità, validità hanno rapito pure noi.

Il bando è chiuso, i finalisti selezionati.

Questo, l'ultimo atto della nostra partecipazione, ce lo racconta bene Francesco.
E chissà che non avremmo modo di continuare a passare per quelle Terre.

terre originali 2

“Le energie e l'impegno dei promotori del bando e dei finalisti si sono catalizzate sabato 18 e domenica 19 aprile, giornate dedicate alla discussione dei progetti e alla selezione di un vincitore. Naturalmente la cornice di questo proficuo duplice incontro non poteva che essere quelle colline che il bando “Da Terra Marginale a Terra Originale” intende rivitalizzare: le discussioni si sono infatti articolate tra la cantina sociale di Clavesana, la scuola elementare dell'incantevole frazione Sorie e il comizio agrario di Mondovì.

Sabato mattina i dieci finalisti si sono riuniti alla cantina di Clavesana per la prima esposizione pubblica dei singoli progetti. Gruppi di ragazzi, coppie e singoli, modulando in modo diverso tensione e imbarazzo, hanno presentato progetti lucidi e ben strutturati, perfettamente in linea con la documentazione inviata. Dopo una visita alla cantina e un cordiale rinfresco, il gruppo si è spostato compatto alle Sorie, presso una scuola elementare in disuso, ora di proprietà della cantina di Clavesana, che si affaccia su colline, vigne, boschi e noccioleti. Complici il sole e lo splendido panorama, il gruppo si è disteso e i ragazzi hanno iniziato a scambiarsi battute e impressioni per poi rivolgere la giusta attenzione alle spiegazioni agronomiche in merito a vigne, terreno, biodiversità. I successivi lavori di gruppo svolti all'interno della scuola sono stati finalizzati a far a prendere coscienza ai giovani dei punti di forza e dei punti di debolezza dei propri progetti oltre che a legare ulteriormente il gruppo e a suggerire nuove sinergie. Alle interviste individuali che sono seguite, la determinazione dei ragazzi sembrava cresciuta e un'atmosfera amichevole e intelligente li ha accompagnati fino ad una trattoria della frazione Sbaranzo, per una cena tutti insieme.

La domenica mattina l'incontro è avvenuto nel comizio agrario di Mondovì, sede forse meno bucolica delle Sorie ma ugualmente vicina al mondo agreste. Dopo un breve benvenuto, è stato infatti illustrato come il comizio sia una realtà da tempo vicino agli agricoltori, in materia di formazione e assistenza, una realtà che confermerà il proprio ruolo anche nei confronti del vincitore del bando. Un ultimo lavoro di gruppo ha permesso ai ragazzi di prendere familiarità con la figura dell'imprenditore agricolo e ha dato il tempo alla giuria di scegliere un vincitore che verrà comunicato a breve. Semi nuovi sono stati gettati in Alta Langa.”

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1. La giuria e i finalisti a Mondovì durante un momento saliente delle selezioni.

2. In copertina: un brainstorming durante le fasi progettuali di avvio