08 Giugno 2017

Il mese islamico del Ramadan è un periodo di preghiera e di raccoglimento spirituale della durata di trenta giorni in cui ogni credente musulmano affronta il precetto islamico del digiuno, astenendosi dal mangiare e dal bere durante le ore di luce.  E’ uno dei cinque pilastri dell’Islam, rappresenta un periodo di purificazione spirituale attraverso un sacrificio fisico: un digiuno dai piaceri terreni per distaccarsi dalle cose del mondo che aiuta a mettersi in contatto con chi vive di privazione come i poveri e i malati. (professor Claudio Lo Jacono, presidente dell’Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino).

iftar

È obbligatorio per ogni musulmano adulto, sano mentalmente e fisicamente. Sono esonerati i bambini, le donne incinte o in allattamento, gli anziani e le persone che per motivi di salute non possono permettersi tale digiuno. Il periodo del Ramadan cambia ogni anno, come stabilito da Maometto, in base al calendario lunare e in una trentina d’anni fa il giro dei 365 giorni.

Al tramonto, quando cala il sole, il digiuno si tramuta in una festa: l’Iftar, un banchetto in compagnia in cui vengono condivise succulente pietanze in quantità e varietà variabile a seconda delle etnie, delle tradizioni e della possibilità economiche delle famiglie.

L'Iftar è celebrato dopo aver recitato il Maghrib, la quarta preghiera obbligatoria prevista dalla religione islamica recitata dopo il tramonto. La tradizione vuole che vengano mangiati datteri secchi o freschi in numero dispari, in ricordo della maniera in cui il profeta Maometto spezzò il digiuno. L’appartenenza alla comunità è molto sentita e pertanto festeggiare in comunità è fondamentale e farlo in allegria è essenziale. Il digiuno fatto per purificare l’animo sarebbe in contraddizione con un atteggiamento non ospitale.

Per celebrare questa tradizione sabato 10 giugno, durante il Migranti Film Festival, a Pollenzo vi sarà un momento dedicato all'Iftar collettivo...