28 Aprile 2016

Il 16 e il 17 aprile 2016 centinaia di persone si sono ritrovate nelle più importanti piazze italiane per festeggiare il trentesimo anniversario di Slow Food. Lo scopo principale di queste celebrazioni? Ricordare le idee che nel 1986 hanno portato alla creazione di questo movimento, conosciuto allora con il nome di Arcigola.

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L’associazione venne alla luce grazie a semplici idee nate tra i vigneti delle colline langarole, partorite dalle menti di un gruppo di amici in grado di intuire un bisogno prima che diventasse necessità, con la volontà di rendere giustizia all’atto puro del mangiare e al motore primo della vita: il cibo. In un periodo in cui la società esigeva tempi sempre più stretti e si muoveva sull’onda di questa “follia universale” definita “fast-life”, l’Arcigola si professava come «Movimento per la tutela e il diritto al piacere», ma non uno qualsiasi: bisognava godere del tranquillo appagamento materiale, quello dato dalle sfumature ricche della cucina locale. Ed era proprio per proteggere queste piccole soddisfazioni della vita che 30 anni fa, tra il 26 e il 27 luglio 1986, Carlìn Petrini guidò il congresso di fondazione di questo gruppo Arci al castello di Barolo e nella Tenuta di Fontanafredda. Non erano in pochi però quelli che, con occhio ironico, giudicavano folli gli ambiziosi sogni nati in quelle calde sere di luglio. Ma la risposta a questi “eretici” non è di certo mancata, e il Manifesto dello Slow Food non tardò molto ad essere pubblicato: «Contro coloro, e sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un’adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento».

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Da quel lontano 1986 la strada percorsa dalla Chiocciola è stata lunga e laboriosa. Tappe importanti sono state raggiunte, che hanno permesso a questo movimento braidese di essere conosciuto internazionalmente con il nome di Slow Food. Eventi come il Salone del Gusto, Terra Madre e Cheese sono ormai famosi in tutto il mondo in quanto simboli di questa associazione, e numerose iniziative hanno preso il largo nella scena gastronomica, ma non solo: gli Orti in Condotta hanno coinvolto più di 38.000 studenti italiani, oltre 1.600 produttori sono impegnati nel progetto dei Presìdi e l’Arca del Gusto raccoglie attualmente circa 3000 prodotti.

In occasione di questo importante anniversario, Slow Food ha organizzato nelle maggiori piazze italiane attività didattiche, mercati, pic-nic, cene a base di Presìdi e feste, il tutto sponsorizzato dallo slogan "Voler bene alla Terra". A Torino i Giardini di Palazzo Madama hanno ospitato un percorso a tappe alla scoperta dei legumi, a Bra la Condotta ha festeggiato con un’edizione speciale del Mercato della Terra, mentre a Donnas (AO) è stato organizzato un apericena a base di prodotti dell’orto, accompagnato da un dibattito dal titolo: "L'orto, utile e decorativo".

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Ma la celebrazione di quest’anniversario ha portato con sé l’esigenza di un rinnovamento dalle basi. Dopo dieci anni infatti il caposaldo di questa associazione ha deciso di presentarsi sotto nuove vesti: la recente pubblicazione di una nuova edizione di “Buono Pulito e Giusto” ha permesso di ribadire i pilastri del pensiero slowfoodiano, rielaborati per consentirne l’inserimento in un contesto sociale attuale. Per questo motivo, la nuova edizione è stata riproposta “con una corposa postfazione che ci aggancia all’oggi e a cosa è accaduto in un decennio, insieme con 11 inserti – note a correre intitolate Oggi, pensandoci…- che si focalizzano su alcuni temi evolutisi in maniera più importante e interessante.”

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Dopo trent’anni, quell’esigenza di cambiamento che era nata in prospettiva di un futuro più sostenibile è diventata ancora più forte. Bisogna capire che l’atto del mangiare non deve essere solamente mera soddisfazione di un bisogno, ma che questo ha implicazioni più profonde che possono influenzare la nostra vita e il nostro pianeta. Una mela non è soltanto un frutto: essa deve essere sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale e tutelata in quanto parte della cultura e delle tradizioni di un paese. Slow Food da trent’anni si fa portavoce di questa nuova idea di alimentazione; tanti sono gli obbiettivi che quest’associazione ha raggiunti negli ultimi decenni, e ugualmente numerosi e ambiziosi sono quelli che si sta prefissando per il futuro. Buon compleanno Slow Food.