27 Gennaio 2017
Capire come si nutre una città. Pensare ad un sistema organico di politiche alimentari urbane. Creare consapevolezza e partecipazione tra i cittadini in merito alla produzione e al consumo di cibo. Possiamo sintetizzare così il progetto dell'Atlante del Cibo della città di Torino Metropolitana?
Proviamoci, con l'aiuto del prof. Franco Fassio, docente di Eco Design e Systemic Design all'UNISG e a capo di una delle unità di ricerca del progetto (che vede affiancate oltre all'UNISG, alcuni dipartimenti dell'Università di Torino e del Politecnico di Torino).
"L'Atlante del Cibo di Torino, i cui lavori sono iniziati l'anno scorso, si propone di produrre nuova conoscenza relativa al sistema alimentare metropolitano, aumentare la visibilità del sistema e supportare le pubbliche amministrazioni nella costruzione e attuazione di politiche alimentari - spiega Fassio - Inoltre questo progetto vuole incrementare la consapevolezza, la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini, offrendo uno strumento di interazione anche sociale, oltre ad attivare meccanismi di integrazione e cooperazione fra progetti, iniziative e attività legate al sistema del cibo".
Il progetto è in corso già da un anno e vede la collaborazione di tre atenei piemontesi (UniTo, PoliTo e UNISG): come si concretizza questa sinergia?
"Insieme è stata predisposta la co-progettazione della piattaforma virtuale dell’Atlante, quindi la co-produzione di contenuti scientifici da divulgare, il popolamento e l'animazione del sito ed è in essere la partecipazione ad eventi pubblici di divulgazione dei contenuti scientifici dell’Atlante - prosegue il prof. Fassio - Inoltre, le informazioni raccolte nel corso del progetto saranno inserite su una piattaforma multimediale che si configurerà come un atlante in cui i contenuti (cartografia, grafiche e infografiche, testi, video) saranno fruibili e in parte modificabili dalla community, al fine di rendere lo strumento dinamico e costantemente aggiornato, anche attraverso forme di mappatura partecipata".
Dal punto di vista pratico, in che cosa consiste questo Atlante? Che cosa ha mappato?
"Sono diverse le realtà che sono state censite: a partire dai mercati (rionali, biologici, promossi da associazioni), eccellenze gastronomiche come realtà artigianali quali i "Maestri del Gusto", o ancora produzioni da tutelare quali Presìdi Slow Food e prodotti dell’Arca di Slow Food, così come industrie alimentari, fino ad arrivare a persone fisiche che sono depositarie di saperi storici, e pure luoghi e musei dedicati al cibo. Ovviamente anche eventi gastronomici permanenti e temporanei, librerie specializzate, itinerari enogastronomici, orti urbani, fattorie didattiche, reti di piccola e grande distribuzione, così come iniziative contro lo spreco, luoghi di raccolta e distribuzione delle derrate, per finire con mense scolastiche e aziendali".
Si tratta a tutti gli effetti di un progetto ambizioso e ad oggi unico nel suo genere che va a raccogliere un repertorio di rappresentazioni, infografiche, video, testi, ricerche, articoli, funzionali ad un’analisi e rappresentazione del sistema cibo.
Questo consentirà l'elaborazione di nuovi scenari per l'individuazione di politiche e pratiche per un sistema del cibo metropolitano efficace, efficiente e sostenibile, facendo emergere il cibo e le sue connessioni come un capitale economico, ambientale, culturale e sociale e consentendo a Torino di diventare un punto di riferimento internazionale nell'ambito agroalimentare.
Il prossimo passo sarà, in primavera, la costituzione di una Food Commission per mettere in rete tutti gli attori che a vario titolo si occupano di cibo e alimentazione, creando un piano urbano metropolitano che ottimizzi l'enogastronomia come un punto di forza del marketing territoriale.