15 Giugno 2014

In occasione delle iniziative organizzate per celebrare il decennale dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche sarà allestita la mostra Paesaggi agrari. L’irrinunciabile eredità scientifica di Emilio Sereni. La mostra sarà visitabile nel porticato adiacente l’Agenzia di Pollenzo fino a domenica 22 giugno. La mostra presenta la figura e l’opera di Emilio Sereni (1907-1977), illustre geografo e studioso di storia del paesaggio agrario, nonché attento indagatore della storia dell’alimentazione nell’Italia meridionale. Una figura dunque, quella di Emilio Sereni, complessa ed attuale, legata per più aspetti alle scienze gastronomiche insegnate all’Università di Pollenzo. La mostra sarà inaugurata domenica 15 giugno alle h. 18,30.

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La mostra Paesaggi agrari. L’irrinunciabile eredità scientifica di Emilio Sereni, realizzata dall’Istituto Alcide Cervi in collaborazione con la Società Geografica Italiana a cinquant’anni dall’uscita del libro scientificamente più stimolante di Emilio Sereni – Storia del paesaggio agrario italiano, Bari 1961 – intende dare un contributo all’esplorazione dello spessore politico, culturale e scientifico di uno dei protagonisti della storia italiana del Novecento.

Obiettivo del percorso espositivo è comunicare l’attualità del Sereni studioso che seppe collegare e vivificare ambiti disciplinari cristallizzati o separati e, al contempo, del Sereni uomo politico, interprete e sostenitore delle lotte contadine e delle comuni aspirazioni per una maggiore giustizia sociale. Riproporre oggi la sua lezione nell’ambito delle scienze storiche e geografiche significa valorizzare da un lato il grande patrimonio di libri e di materiali di studio nel campo della storia dell’agricoltura e dei paesaggi rurali affidati da Sereni all’Istituto Cervi di Gattatico e all’Istituto Gramsci di Roma, dall’altro i paesaggi rurali d’interesse storico conservatisi malgrado il prevalere dell’agroindustria e la scomparsa dell’agricoltura tradizionale.

 

IL PERCORSO La prima sezione propone un’introduzione alla lettura della Storia del paesaggio agrario italiano e al suo impatto sulla cultura italiana (Giacomo Polignano); segue un primo approccio a due dei paesaggi concreti che Sereni ha più volte dimostrato di amare: quello emiliano (Stefano Piastra) e quello mediterraneo (Federico Ferretti). Il successivo nucleo illustra le basi metodologiche e le fonti della ricerca sereniana: dal contrasto città-campagna di marxiana memoria (Chiara Visentin), all’uso della fotografia per documentare (Carlo Alberto Gemignani), allo strutturalismo storico-geografico di derivazione francese (Bruno Vecchio), fino al confronto con le più recenti metodologie che, sulle basi sereniane, hanno consentito sviluppi nello studio dei paesaggi agrari (Roberta Cevasco). Nella sezione mediana il percorso presenta alcuni aspetti della multiforme personalità dello studioso che, anche nei momenti più bui della storia, non ha mai cessato di vedere nell’impegno civile e politico il sale della ricerca e l’inveramento dei valori risorgimentali (Massimo Quaini). L’ultima sezione mostra il pionieristico utilizzo delle fonti pittoriche e letterarie nello studio del paesaggio agrario (Luisa Rossi). Il percorso, così strutturato, offrendo al visitatore un compendio del grandioso cantiere di lavoro sereniano, ne ricostruisce le fasi e le procedure, pur utilizzando una minima parte dell’enorme materiale documentario conservato nella Biblioteca Archivio Emilio Sereni dell’Istituto Alcide Cervi. Testi, schede bibliografiche, estratti, note autografe e appunti dattiloscritti, fotografie, riproduzioni, che vanno ben oltre il tema del paesaggio agrario, fino a toccare quasi tutto lo scibile.

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Gabriella Bonini, Massimo Quaini, Chiara Visentin