24 Settembre 2026

Per la prima volta cento cuochi delle mense scolastiche comunali di Torino si riuniranno ufficialmente per confrontarsi sul significato di cucinare ogni giorno per migliaia di bambine e bambini.
L’appuntamento si terrà domani, venerdì 25 settembre, dalle 15 alle 17 nella Sala Plebisciti del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2026.
Dall’incontro prenderanno forma "Mense Aperte", "Cuochi in Rete" e "Dietro ogni piatto", tre azioni pensate per dare continuità al lavoro avviato e fare della refezione scolastica un’esperienza educativa, sostenibile e condivisa.

L’evento, dal titolo “La centralità dei cuochi delle mense scolastiche. Dove il pasto diventa educazione, cultura alimentare e futuro” è organizzato dalla Città di Torino con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con Slow Food e con le quattro imprese che operano nella ristorazione scolastica comunale: Camst, Ladisa, Euroristorazione e Vivenda.

"Con Terra Madre Salone del Gusto in questi giorni si sono date appuntamento nella nostra città le comunità del cibo da tutto il mondo - sottolinea il sindaco di Torino Stefano Lo Russo -, per parlare di politiche alimentari, biodiversità, inclusione; temi che rappresentano una priorità strategica per lo sviluppo delle nostre città. In questa cornice, mettere al centro la ristorazione scolastica è davvero importante, perché la cultura del cibo, la sostenibilità, l’attenzione per quello che mangiamo si impara a tavola e si impara sin dalla più tenera età. I servizi educativi svolgono un ruolo fondamentale nel percorso di crescita e apprendimento delle bambine e dei bambini, anche dal punto di vista dell’educazione alimentare. Un insegnamento che sicuramente fa parte del messaggio più profondo che la manifestazione ideata da Carlin Petrini si propone di trasmettere, su come il cibo racconti chi siamo e soprattutto che mondo vogliamo costruire".

La giornata porta in primo piano una figura essenziale, ma ancora poco riconosciuta, della comunità scolastica. Chi lavora nelle cucine non prepara soltanto pasti: contribuisce a formare abitudini, avvicina i più piccoli a nuovi sapori e materie prime, può favorire l’accettabilità dei menu e la riduzione degli sprechi. La mensa diventa così un punto d’incontro tra educazione, salute, sostenibilità, qualità gastronomica e politiche pubbliche.

In una visione sistemica della società, le cuoche e i cuochi delle mense scolastiche si confrontano con una varietà di temi e questioni - come salute pubblica, cultura e inclusione sociale, sostenibilità ambientale, sviluppo economico - tali per cui servono tutte le loro competenze e allo stesso tempo occorre che il loro lavoro sia valorizzato per ciò che è: un perno fondamentale nell'educazione alimentare e nella crescita delle nuove generazioni.

"Perché la figura del cuoco nella ristorazione scolastica sia valorizzata e riconosciuta come merita è essenziale creare occasioni di scambio di buone pratiche, confronto, formazione. Dedicare loro uno spazio e annunciare le prossime azioni che li vedranno protagonisti proprio a Terra Madre è stata dunque una scelta naturale - afferma Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino -. Nell'imponente meccanismo del servizio cittadino, il cuoco funge da ingranaggio fondamentale e rappresenta una delle poche professionalità in grado di aiutare la comunità a costruire abitudini alimentari più sane, consapevoli e sostenibili. La costruzione della rete e le aperture dei refettori alla comunità, infatti, permetteranno di rafforzare l'alleanza educativa tra scuole, città e famiglie e rendere sempre più visibile il valore educativo e sociale del pasto a scuola".

“La mensa scolastica è uno dei luoghi in cui il cibo diventa concretamente educazione, cultura e cura – dichiara Nicola Perullo, presidente e rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche -. UNISG ha maturato negli anni,attraverso progetti di ricerca e attività sul campo, un’esperienza significativa su questi temi, studiando il ruolo della ristorazione scolastica nella promozione di una cultura alimentare consapevole e sostenibile. Mettere oggi i cuochi delle mense al centro significa riconoscere il valore delle loro competenze e del loro lavoro quotidiano nelcostruire, attraverso il cibo e al di là di ogni facile scorciatoia e spettacolarizzazione, esperienze educative per le nuove generazioni”.

“Le mense scolastiche sono i luoghi per eccellenza dell'educazione alimentare – afferma Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia -. Tempo scuola con cui garantire alle bambine e ai bambini cibo buono pulito e giusto, un pasto “sicuro” frutto di una visione politica che si preoccupa del futuro, curando il presente. La mensa, luogo di incontro e socialità, mette al centro l’esperienza del convivio e la crescita, nel senso più ampio del termine, dei suoi fruitori quotidiani".

Mense Aperte

La Città annuncia l’intenzione di istituire, ogni primo venerdì di maggio, una giornata dedicata alla ristorazione scolastica, all’educazione alimentare e al ruolo educativo del pasto in mensa.
Mense Aperte diventerà un appuntamento annuale capace di coinvolgere circa 335 plessi scolastici e oltre 40.000 bambine e bambini. Una giornata in cui le mense scolastiche gestite dalla Città apriranno le porte anche alle famiglie, a produttori ed esperti del settore, con l’obiettivo di trasformare, per un giorno, la mensa scolastica in un grande spazio pubblico di conoscenza, partecipazione e confronto.

In quelle occasioni anche il cuoco “salirà in cattedra” insieme agli altri attori della comunità scolastica per raccontare ciò che accade dietro ogni piatto, riflettere sul valore delle materie prime, sulla sostenibilità, sulla riduzione degli sprechi e sul legame tra alimentazione, salute e ambiente. L’obiettivo è offrire anche alle famiglie strumenti concreti per proseguire a casa un percorso coerente con l’approccio One Health, promosso a livello internazionale da OMS, FAO, UNEP e WOAH, che riconosce la stretta interdipendenza tra la salute delle persone, degli animali, delle piante e degli ecosistemi.

I cento professionisti presenti il 25 settembre costituiranno il primo nucleo di una rete permanente dei cuochi della ristorazione scolastica comunale. A partire dai primi mesi del 2027, la rete sarà attiva attraverso incontri periodici di formazione e aggiornamento che verteranno sullo scambio di buone pratiche. L’alleanza sarà promossa dalla Città con il contributo dei soggetti scientifici, educativi e territoriali impegnati nelle Politiche Locali del Cibo e con il coinvolgimento delle imprese della ristorazione collettiva. L’ambizione è fare di Torino un laboratorio urbano capace di valorizzare competenze ed esperienza dei cuochi e di estendere progressivamente il confronto alla Città metropolitana, al Piemonte e al sistema nazionale della ristorazione scolastica.

Dietro ogni piatto

Mentre i cuochi saranno riuniti a Terra Madre, un gruppo di scuole torinesi saranno coinvolte in un’attività educativa dedicata al mestiere del cuoco e al valore del pasto in mensa. Bambine e bambini potranno vedere l’episodio “Il cuoco” della serie “Anselmo Wannabe” e lavorare con il kit digitale di educazione alimentare sviluppato da Slow Food per i Canteen Days.

Il collegamento tra l’evento istituzionale e le classi permetterà di avviare, nello stesso giorno, una riflessione su chi cucina quotidianamente per gli alunni,

sulla cura e sulle competenze che stanno dietro ogni piatto e sul cibo come esperienza di relazione, salute e sostenibilità.

Le buone pratiche raccontate da chi lavora nelle mense

Dopo l’apertura istituzionale, la prima tavola rotonda, “Dal pasto quotidiano alla scuola come sistema”, metterà a confronto Città di Torino, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food Educazione. La seconda, “Buone pratiche da condividere”, darà voce a esperti, insegnanti e a quattro cuochi indicati dalle società di ristorazione scolastica, chiamati a raccontare soluzioni già sperimentate nelle cucine e nelle scuole.

I riconoscimenti ricevuti dalla Città

L’evento si inserisce nel percorso delle Politiche Locali del Cibo di Torino, che riconoscono la refezione scolastica come uno spazio strategico delle politiche urbane.
Un impegno che ha già ottenuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali: dal premio Mensa Verde 2024 alla menzione speciale del Milan Urban Food Policy Pact Award 2025 per il Turin School Feeding Programme, fino al riconoscimento di Torino tra le mense scolastiche biologiche da parte del MASAF e al premio Foodinsider 2026 nella categoria “Promotori di cultura alimentare sana e sostenibile”.
A questi si aggiunge la nomina del sindaco Stefano Lo Russo tra i Champion Mayors dell’iniziativa Cities Feeding the Future. Questi riconoscimenti indicano una direzione precisa: una mensa scolastica di qualità nasce da politiche ambiziose, ma prende forma ogni giorno anche attraverso le competenze, l’esperienza e la cura dei cuochi.