Nicola Perullo

Professore Ordinario di Estetica
Direzione del Dottorato in Ecogastronomia, Formazione e Società
Direzione del Master of Gastronomy: Creativity, Ecology and Education
Delegato del Rettore alle Relazioni Accademiche Internazionali
Direzione del Progetto “Università Diffusa”

Telefono: +39 0172 458 540
Fax: +39 0172 458500
Email: n.perullo@unisg.it

Università degli Studi di Scienze Gastronomiche
Piazza Vittorio Emanuele, 9
fraz. Pollenzo – 12042 Bra (Cn)


Biografia

Nicola Perullo (Livorno, 1970), filosofo, è Professore Ordinario di Estetica all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Filosofia nel 2001 all’Università di Pisa, Ateneo dove si è formato sotto la guida di Aldo Gargani. I primi interessi di ricerca sono stati rivolti verso Wittgenstein, la filosofia del linguaggio, Nietzsche, Husserl, Heidegger, il neopragmatismo americano e la psicanalisi. Successivamente, si è perfezionato a Parigi con Jacques Derrida, di cui è stato allievo. A Derrida, Wittgenstein e la teoria degli atti linguistici di Austin e Searle ha dedicato la tesi di laurea. Ha tradotto e curato nel 1997 per Raffaello Cortina Editore il libro di Derrida “Limited Inc”. Gli anni di Dottorato hanno inaugurato l’interesse per l’Estetica, a partire da Giambattista Vico e l’ambito Sei-Settecentesco. Il primo libro, pubblicato nel 2002, come elaborazione della tesi di Dottorato, è dedicato a Vico e al dibattito sull’anima delle bestie e l’origine dell’umanità.

Appassionato di gastronomia fin dagli anni universitari, nel 2002 è entrato a far parte come junior auditor del Comitato organizzatore che progettava l’Università di Scienze Gastronomiche. Da allora, ha iniziato una lunga ricerca sui rapporti tra filosofia, estetica, cibo e vino. Questa interconnessione tra formazione teorica ed esperienza sul campo ha permesso di inaugurare, in Italia, un nuovo ambito di studi che è stato definito “estetica del gusto”, contribuendo altresì all’affermarsi di un’area su filosofia e cibo in ambito internazionale. A partire dalle prime pubblicazioni (“Per un’estetica del cibo”, 2006, “L’altro gusto”, 2008, “Filosofia della gastronomia laica”, 2010) il lavoro è proseguito approfondendo i   rapporti tra estetica, gastronomia e gusto (“Il gusto come esperienza”, 2012) e quelli tra cibo e arte (“La cucina è arte? Filosofia della passione culinaria”, 2013).

Negli ultimi anni, la ricerca si è radicalizzata nel senso di una filosofia con, basata su un modello di conoscenza partecipativo e relazionale. Anche grazie ad autori come Dewey e Tim Ingold, è stato sviluppato un pensiero ecologico e implicativo, basato sulle nozioni di compito, di cura, di corrispondenza e di percezione aptica.  Il vino è stato scelto quale medium principale per accompagnare tale svolta verso un’ecologia della vita integrale che consente di pensare, da un lato, la creatività della percezione e dunque il carattere strutturalmente immaginativo della conoscenza, dall’altro, l’esistenza e l’essenza come nodi di relazioni (meshwork).  (Epistenologia. Il vino e la creatività del tatto, 2016; Ecologia della vita come corrispondenza, 2017; Il gusto non è un senso ma un compito, 2018). Il neologismo “epistenologia” indica da un lato l’idea di un sapere non sul vino ma con il vino, dall’altro, e più in generale, la prospettiva di una interpenetrazione continua tra ontologia, epistemologia e estetica.

Questa filosofia si propone come un progetto educativo che contribuisce a innalzare il livello di consapevolezza dell’interdipendenza e delle connessioni che costituiscono la vita non solo umana. E lo fa attraverso l’esperienza con il cibo.

Macro aree di ricerca
  • Filosofia del cibo e estetica del gusto
  •  Percezione, educazione
  • Estetica, etica, saggezza, stili di vita.
  • Neopragmatismo e decostruzione