Nicola Robecchi e la sua missione da Gastronomo: migliorare il mondo degli infusi grazie a Wilden.herbals

 

Cosa ti ha portato a Pollenzo per il tuo percorso di studi in Scienze e Culture Gastronomiche?
Ho iniziato il mio percorso nel 2007, un po' per caso. Era un periodo in cui cercavo una strada da percorrere che mi potesse appassionare e un amico al ritorno dall'estate mi ha parlato dell’UNISG.  Mi piaceva cucinare e mangiare e all’epoca ero appassionato di birra artigianale. Appena scoperto questo percorso di studi e visto il programma ho capito che era l’Università per me. Sono cresciuto in una famiglia attenta all’alimentazione, I miei genitori sono sempre stati persone che andavano ai mercati e sceglievano con attenzione le materie prime da cucinare. Avevo quasi il divieto di avere in casa prodotti industriali.
A Pollenzo ho rafforzato ancor più i miei valori, ho capito cosa c'è dietro le quinte delle filiere alimentari e tutto il valore culturale del cibo rispetto ai popoli. 

Come nasce la tua attività: Wilden.herbals?
Oltre ai vari viaggi fatti con l’UNISG, come in India e Canada, sono partito per l’Asia. Quel viaggio mi ha permesso di avvicinarmi a tutto quello che è il mondo delle colture tropicali, delle spezie e anche di bevande alternative. In Italia siamo molto legati al caffè. Tutte le altre bevande sono secondarie nonostante il mondo del tè sia ricco come quello del vino.

Dopo un percorso professionale di consulenza ho maturato la voglia anche di capire cosa volesse dire ‘fare un prodotto’ e portare avanti un'azienda da zero. La consulenza è molto bella ma ti porta a fare continuamente delle evoluzioni, ogni sei mesi il progetto su cui lavori cambia.  Dal 2016 ho cominciato a capire cosa volesse dire fare un'azienda di tisane e infusi e come lavorare con le piante, con le erbe officinali, fino poi ad arrivare a questo percorso di impresa. Wilden.Herbal esiste da dicembre del 2018. Tutto il primo anno ci è servito proprio per fare tutto lo sviluppo dei primi prodotti e lo sviluppo di una strategia per lanciare il prodotto nel mercato 2019. Una spinta l’abbiamo avuta anche grazie al mondo digitale, che ci ha permesso di creare una community appassionata al nostro prodotto. 

Io credo davvero di essere finito a fare questa attività perchè ho cercato, nel mio piccolo, di portare avanti una missione come gastronomo: cercare di migliorare il mondo degli infusi, che l'industria per anni ha banalizzato facendo bustine per lo più in polvere aggiungendo aromi.

Che valori di Pollenzo porti nel tuo quotidiano e nel tuo lavoro?
Con Wildes.herbals abbiamo ripreso la cultura degli infusi e delle erbe officinali che veniva portata avanti da secoli e che purtroppo si era un po' persa con l'industrializzazione. La parola gastronomia deriva dal latino e significa il piacere dello stomaco. Le tisane hanno la stessa funzione. Con wilden.herbals vogliamo trasmettere l’importanza di avere un'educazione sulle piante che ci possono  permettere di vivere in modo equilibrato e armonico. Questa conoscenza, soprattutto con lo stile di vita che abbiamo oggi, l’arrivo dello smart working, il consumo eccessivo di beni alimentari, magari ci può portare a trovare delle alternative alla caffeina. 

Uno degli aspetti senz'altro che di cui vado molto fiero è il fatto che questa l?UNISG ti lascia dei segni indelebili con cui, volente o nolente, devi fare i conti nella vita: ti senti parte di un grande progetto in cui vedi tanti colleghi creare cose nuove, mettersi in gioco e portare innovazione nelle filiere in vari ambiti, sia a livello di prodotto che di sviluppo sostenibile.

Oggi continui a collaborare con l’UNIGS e insegni al Master, parlaci di questa esperienza e di come ti arricchisce.
Per la prima volta, un anno fa, nel 2021, sono tornato in università non solo per raccontare la mia esperienza come gastronomo ma anche, e soprattutto, per fare una lezione sugli argomenti che riguardano la mia azienda (quindi gli infusi e l’imprenditoria). E’ abbastanza emozionante vedere che negli anni l’UNISG è cresciuta tanto sia in termini di offerta didattica sia in termini di impatto pratico nel mondo del lavoro. 

Quando io ho finito gli studi le grandi aziende incominciavano a interessarsi a giovani studenti che uscivano da Pollenzo. Oggi è possibile vedere tutti i vari amici e colleghi invitati a Pollenzo a raccontare la loro esperienza e, come gastronomi, a trasmettere il loro percorso di crescita. E’ bello riportare valore e condividere le proprie esperienze d'altronde il gastronomo è una professione così variegata!

Cosa consigli a chi vorrebbe intraprendere un percorso di studi in scienze e culture gastronomiche?
Una delle cose che vedo molto adesso che sto costruendo questa azienda di infusi è che fare un colloquio a persone che hanno studiato all’UNISG significa trovarsi davanti delle persone che hanno preso il tempo di riflettere su tanti aspetti della loro vita quotidiana legati al cibo. E’ difficile trovare questa attenzione in altre persone che hanno intrapreso percorsi di studio diversi, magari più tecnici o più scientifici, ma che non hanno all'interno dei contenuti una visione.

Quello che credo che sia davvero unico, se si trova l'energia di buttarsi in questo mondo, è quello di rendersi conto che è una via di non ritorno! Cioè si prende consapevolezza che si può vivere meglio con molto poco e che non necessariamente mangiare bene significa spendere tanti soldi. A volte significa prendersi il tempo per andare a fare la spesa al mercato e parlare con un artigiano.  Forse quando ho intrapreso questa strada l’ho fatto con un po' di incoscienza ma è una strada che consiglio a chiunque.