08 Ottobre 2026
A Pollenzo l’eredità di Carlo Petrini diventa un progetto di ricerca: nasce il primo volume dedicato alla sua eredità intellettuale e culturale.
Un libro, oltre 20 contributi internazionali, un patrimonio fotografico inedito e una nuova area di ricerca sul cibo come patrimonio culturale.
L’Università di Scienze Gastronomiche trasforma così la memoria del suo fondatore in uno strumento per interrogare il presente e il futuro del cibo.
POLLENZO, 8 ottobre 2026 – L’eredità di Carlo Petrini entra nel campo della ricerca accademica. È questo il significato del progetto presentato oggi a Pollenzo dal Presidente e Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche Nicola Perullo: “La gastronomia come pensiero. L’eredità di Carlo Petrini”, un’opera editoriale senza precedenti dedicata a ricostruire e interpretare il percorso intellettuale e culturale del fondatore dell’Ateneo.

Non un semplice libro commemorativo, dunque, ma un lavoro di ricerca che nasce all’interno di una delle cinque nuove aree strategiche individuate da UNISG per il proprio sviluppo: il cibo come patrimonio culturale, memoria, tradizioni e savoir-faire. Un ambito che coincide con una delle matrici originarie dell’Università e che oggi viene rilanciato come vero e proprio campo di ricerca interdisciplinare.
«Stiamo costruendo una Pollenzo nuova, un'evoluzione di ciò che siamo stati in questi 22 anni», ha spiegato Nicola Perullo. «La quinta area riguarda il cibo come patrimonio culturale, memoria, tradizioni e savoir faire. Quest'ultima area è anche l'area attraverso cui si è sviluppata l'idea originaria di questa università. Grazie a Carlo Petrini e alle sue visioni, alle sue intuizioni, ai suoi progetti».
Il progetto prende forma nei mesi successivi alla scomparsa di Petrini e sceglie di affrontare la sua memoria non soltanto attraverso il ricordo, ma attraverso gli strumenti propri della ricerca.
Il volume ricostruisce quasi ottant’anni di storia personale e culturale, mettendo in relazione biografia, territorio, gastronomia, politica, biodiversità, trasformazioni sociali e nascita dell’Università di Scienze Gastronomiche.
La struttura segue dieci fasi della sua vicenda, dalle radici familiari e dal rapporto con il territorio fino agli ultimi anni, passando attraverso la nascita di Slow Food, le battaglie per la tutela delle tradizioni e della biodiversità, i grandi incontri internazionali e la fondazione di Pollenzo. Una narrazione cronologica che diventa anche una chiave di lettura dell’evoluzione del pensiero gastronomico contemporaneo.
In questa ricostruzione si integrano oltre 20 contributi inediti di personalità italiane e internazionali che hanno condiviso esperienze, idee e percorsi con Petrini.
Tra gli autori Alberto Capatti, Alice Waters, Antonio Spadaro, Luciana Castellina, Fritjof Capra, Gaston Acurio, Gilberto Gil, Isabella Rossellini, Massimo Bottura, Massimo Montanari, Michael Pollan, Satish Kumar, Luigino Bruni, Mario Calabresi e Stefano Zamagni.
Le loro voci compongono un ritratto necessariamente plurale, capace di restituire l’ampiezza di un’esperienza che ha attraversato gastronomia, cultura, ambiente, politica, educazione e riflessione sul futuro del pianeta.
«Sarà un libro ricco di contributi inediti, originali, fatti da moltissime persone di caratura internazionale che lo hanno conosciuto da vicino», ha sottolineato Perullo. «A questi contributi stiamo abbinando una raccolta fotografica, iconografica inedita, storica, di foto di Carlo e della sua vita, della sua storia e anche contributi scritti da noi, dai nostri ricercatori che fanno da filo rosso per ricostruire l'enorme eredità che lui ci ha lasciato».

Il volume sarà arricchito da un patrimonio fotografico storico e originale e da una particolare cura editoriale e materica. Realizzato in copertina rigida e con materiali di pregio, sarà fuori commercio e collegato a una campagna di sostegno alla ricerca.
L’iniziativa prevede infatti una campagna di donazione a favore dell’area di ricerca sul patrimonio culturale, destinata a sostenere ulteriori attività su memoria gastronomica, tradizioni, patrimoni immateriali, pratiche e saperi legati al cibo.
«Noi abbiamo bisogno in questa area sul patrimonio culturale di continuare a lavorare su questi temi e su tematiche affini anche grazie al contributo di tutti», ha dichiarato Perullo.
Il valore dell’opera sta quindi anche nella sua capacità di andare oltre la dimensione celebrativa.
“La gastronomia come pensiero” trasforma una memoria in un programma di ricerca: raccoglie le tracce di una storia, le mette in relazione e le utilizza per porre nuove domande sul ruolo del cibo nella società contemporanea.
È, in questo senso, anche un passaggio significativo per Pollenzo. L’intuizione che ha dato origine all’Università — riconoscere al cibo una piena dignità culturale e accademica — trova oggi una nuova declinazione nello studio del patrimonio, della memoria e dei saperi gastronomici.
Dalla memoria alla ricerca, dunque; dal lascito di una storia alla costruzione di nuove conoscenze. È questa la prospettiva con cui l’Università di Scienze Gastronomiche apre una nuova fase del proprio percorso, facendo del patrimonio culturale del cibo uno degli strumenti attraverso cui leggere il presente e immaginare il futuro.
