Ricerca Accademica

FESR Regione Piemonte

PRIME – Processi e Prodotti Innovativi di Chimica Verde

Il progetto PRIME ha l’obiettivo di studiare, sviluppare e dimostrare processi avanzati di chimica verde in grado di trasformare materie prime rinnovabili e scarti agro-industriali disponibili sul territorio piemontese in bio-prodotti e biomateriali, con proprietà funzionali paragonabili e/o migliorate rispetto a quelli esistenti sul mercato, con ricadute di rilievo in settori strategici per lo sviluppo economico regionale, tra cui l’agricoltura e il comparto del packaging alimentari.

RESPONSABILE SCIENTIFICO UNISG: Luisa Torri

ALTRI RICERCATORI UNISG COINVOLTI: Paola Migliorini, Franco Fassio, Chiara Chirilli

PARTNERSHIP: Novamont (Italia), Centro Ricerche Fiat (Italia), Sinterama (Italia), Sedamyl (Italia), Environment Park (Italia), Istituto Italiano di Tecnologia (Italia), Politecnico di Torino – DISAT (Italia), Università di Torino – Dipartimento di Chimica (Italia), Università di Torino – Dipartimento di scienze della vita e biologia dei sistemi (Italia), Agrinnova (Italia), Università degli Studi del Piemonte Orientale (Italia), Fondazione Benvenuti in Italia (Italia), Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche (Italia), Proplast (Italia), De Martini Bayart & Textifibra (Italia), Grinp (Italia), Biosphere (Italia), HYSYTECH (Italia), Costantino & C. (Italia), Roelmi Hpc (Italia), Farmaceutici Procemsa (Italia), Circ (Italia), Reynaldi (Italia), Gallicchio Stampi (Italia), Verplast (Italia).

DURATA DEL PROGETTO: 36 mesi

BANDO DI FINANZIAMENTO: Bando Piattaforma Tecnologica Bioeconomia – Fondo FESR della Regione Piemonte (Determina n. 234 del 19/04/2019)

SITO WEB: novamont.com/prime

 

Descrizione

Il mercato delle bioplastiche biobased e compostabili è previsto in crescita in funzione della ricerca crescente di una maggiore compatibilità ambientale dei materiali plastici. In particolare, come evidenziato all’interno dello studio “Biopolymers facts and statistics 2016 “pubblicato dall’Institute for Bioplastics and Biocomposites dell’Università of Hannover, la capacità di produzione mondiale delle bioplastiche è destinata ad arrivare a 9,4 milioni al 2020, di cui 1,7 milioni di tonnellate biodegradabili.

In uno scenario così articolato di sfide ed opportunità, i processi di chimica verde per Bioraffinerie a basso impatto ambientale possono rappresentare un importante acceleratore di sviluppo di filiere agro-industriali che a partire da risorse rinnovabili disponibili sul territorio non in competizione con la filiera del food e feed (colture dedicate in aree marginalizzate e/o inquinate e/o non competitive, scarti agro-industriali, oli e zuccheri di scarto, etc…) possa portare alla realizzazione di biomateriali e bio-prodotti a basso impatto ed elevata performance in grado di diversificare la produzione ed incrementarne il valore nell’ottica di competere nello scenario economico internazionale ed attrarre nuovi investimenti.

PRIME si pone quindi l’obiettivo di studiare, sviluppare e dimostrare processi avanzati di chimica verde in bioraffinerie integrate in grado di valorizzare materie prime rinnovabili, scarti e sottoprodotti di processo in bioprodotti e biomateriali altamente innovativi.

UNISG parteciperà in modo attivo al progetto in particolare avviando test sperimentali nel campo agricolo e nel campo del food-packaging; inoltre si occuperà di individuare indicatori per il monitoraggio dell’impatto del progetto in un’ottica Circular Economy for Food.

Nello specifico UNISG validerà i teli di pacciamatura biodegradabili, confrontando diverse pratiche agroecologiche per la gestione delle piante spontanee in agricoltura biologica e valutando l’effetto della pacciamatura su piante orticole per quanto riguarda gli aspetti agronomici, qualitativi, ecologici ed economici. In parallelo, UNISG si occuperà di stimare presso il Laboratorio di Analisi Sensoriale la shelf-life sensoriale di alimenti freschi conservati in imballaggi innovativi che saranno ideati e prodotti dagli altri partner del progetto.

Infine i ricercatori dell’università svilupperanno un Work Package con lo scopo di individuare indicatori per il monitoraggio dell’impatto del progetto in un’ottica di economia circolare: la misurazione della circolarità rappresenta infatti un requisito essenziale per permettere di perseguire azioni concrete e raggiungere risultati che possano essere comunicati, e dunque per tendere verso una maggiore trasparenza per il mercato ed il consumatore.