GIOVANI TALENTI CRESCONO

C’era una volta un maestro elementare di Torino, poi diventato aiuto cuoco in Nuova Zelanda, poi venditore di laser medicali in Asia, poi addetto alle relazioni pubbliche di nuovo nella sua città natale e, infine, spedito da Lavazza, correva l’anno 2000, a New York per capitanare il business locale; lavoro che ha fatto per quindici anni prima di fare lo stesso mestiere per altri otto anni con un’altra bella azienda di famiglia, questa volta tedesca, MartinBauer, leader negli ingredienti botanici.

In un quarto di secolo di America, Ennio Ranaboldo, il fondatore di Talenti in corso, il programma di mentoring individuale “per giovani italiani di ingegno” lanciato nel 2022 non ha mai scordato due cose fondamentali: la prima, ovvia, è che la parte più significativa di tutto il buono accaduto in quarantacinque anni complessivi di lavoro non sarebbe affatto successo senza l’attenzione, l’ascolto profondo, il sostegno costante, l’amicizia professionale di alcune generosissime persone, illuminanti e illuminate, che ha avuto la fortuna di incontrare.

La seconda, non meno evidente, è che in un sistema strutturalmente iniquo per la dignità e l’opportunità del lavoro come quello italiano – si vadano a leggere i dati su salari e disoccupazione giovanile rispetto a tutti gli altri paesi dell’area OCSE – i giovani, soprattutto i giovani italiani non figli del privilegio, meritano, necessitano, implorano aiuto al di fuori di quello che le famiglie, la scuola e le istituzioni possono offrire, nella generale penuria di mezzi e risorse formative che contraddistingue il Bel Paese.

Ecco allora che con un manipolo di sodali – oggi sono circa settanta i mentori volontari attivi (tra loro, professionisti, dirigenti di impresa, artisti, imprenditori)  – e l’entusiastica adesione di alcune università italiane (Sapienza, UniBari, UNISG e, più recentemente, UNINT e UniTo), il programma decolla e sono centinaia i giovani di ogni regione d’Italia che passano ore, giorni e qualche volta settimane in compagnia di esperti che trasmettono loro, intanto, il senso di un sodalizio forte capace di spezzare l’isolamento, superare le difficoltà  e far germogliare un progetto, quello del mentee.

“C’è qualcosa di fondamentalmente originale e potente in ogni giovane d’ingegno” – dice Ranaboldo. “Il nostro compito è quello di aiutarne il più gran numero, individualmente, a riconoscere quel seme e il suo naturale terreno: innescando passione, curiosità, coraggio e amore per il pensare e il fare bene.”

La consulenza individuale offerta dai mentori innesca una profonda riflessione del giovane su se stesso, le proprie ambizioni, passioni, inclinazioni, i suoi talenti appunto, e come essi debbano interagire con la realtà complessa del mercato del lavoro. Dal dialogo tra mentore e mentee nascono immancabilmente opportunità professionali e si affinano gli strumenti di comunicazione, tecnici e relazionali per accedervi. Il rapporto è tanto più produttivo quanto il mentore sarà capace di reciprocità autentica, di “restituzione” di conoscenze e di stimoli rilevanti per il giovane talento.

Qualche esempio sui contenuti del programma: tecniche di comunicazione, a cominciare dalla scrittura, e degli stili di presentazione, anche attraverso simulazioni ed esercizi; redazione di piani e progetti imprenditoriali e revisione critica degli stessi; condivisione di punti di riferimento e di reti professionali, confronto in corso d’opera e valutazione degli obiettivi raggiunti.

Con i Pollentini di UNISG c’è poi una particolare storia d’amore legata alle origini remote del rapporto tra Ranaboldo, Carlo Petrini e i primi passi mossi da Lavazza con Slow Food, ma anche alla comune passione per il territorio, la sua infinita ricchezza eno-gastronomica e alimentare, le centinaia di incredibili aziende che vi operano. Oggi sono decine gli studenti di UNISG seguiti dai mentori di Talenti in corso, sia triennalisti che allievi dei Master.

"La formazione scolastica e universitaria sono fondamentali per ogni giovane che vuole entrare nel mondo del lavoro, ma non basta.  La crescita delle proprie capacità passa attraverso la formazione continua, ma anche e soprattutto attraverso lo scambio con le persone più anziane ed esperte di noi, che trasmettono attraverso il loro insegnamento non solo le proprie competenze, ma le esperienze acquisite nel tempo. L'esempio più evidente che mi viene in mente arriva dal mondo agricolo, dove per generazioni i saperi venivano trasmessi in maniera empirica. Questa prassi è stata importante al pari delle conoscenze scientifiche, unico modo per trasmettere le vere competenze alle generazioni future"

Afferma Carlo Petrini Presidente dell’UNISG di Pollenzo.

L’ambizione del programma è di aumentare ancora il numero dei mentori – chi, tra i Soci di UNISG desiderasse candidarsi può contattare Romina Pastorelli, Communication Manager di Talenti in corso all’indirizzo romina.pastorelli@gmail.com, consentendo così a tanti nuovi mentee di avvalersi di Talenti in corso e, soprattutto, di contribuire alla diffusione dei principi e delle buone pratiche del mentoring ben oltre l’ambito del programma.

https://talentincorso.it/