Come nasce la tua passione per la gastronomia e cosa ti porta a Pollenzo nel 2017 per il corso di laurea triennale? 

Prima di iscrivermi all’UNISG ho lavorato per alcuni anni nella ristorazione in diverse parti del mondo. Cercavo un percorso di studi che non mi allontanasse dalla passione per il viaggio e non frenasse la mia creatività. Australia, Sud Est Asiatico, Austria, Olanda e altri posti; fino a quando, dopo 4 anni, mi sono accorto che mi mancavano le mie radici e ho deciso di tornare in Italia. Originario di Torino, appena sono venuto a conoscenza dell’UNISG, ho pensato che questa Università fosse una via di mezzo per rimanere nel mio paese ma allo stesso tempo stare in un ambiente internazionale, conoscere culture nuove e continuare a nutrire la mia curiosità.

Progetto Valleponci: come nasce l’idea e quando?
Il tutto nasce da forti legami stretti durante l´università  con 2 ex studenti del Master of Gastronomy: Creativity, Ecology and Education e la mia ragazza, ex studentessa triennale. 

Dopo aver concluso il nostro percorso a Pollenzo, abbiamo realizzato di voler approfondire gli aspetti contadini, formativi e politici del cibo attraverso un progetto agricolo di comunità. Ognuno di noi ha lavorato in diverse aziende del mondo agroalimentare, vitivinicolo, educativo e della piccola ristorazione. Nel 2021 siamo partiti con Il nostro progetto che si chiama Valleponci; un agriturismo immerso in una valle ambientalmente e storicamente affascinante, nell’entroterra di Finale Ligure. 50 ettari con boschi (lecceti, castagneti) vigneti, frutteti e pascoli ed una struttura ricettiva in attività con ristorante e 18 posti letto. Gli attuali proprietari vogliono trovare un gruppo di persone a cui passare il testimone. Noi vogliamo regalare nuova energia e sviluppare le immense potenzialità nascoste di questa valle. Sin dall’inizio due investitori svizzeri hanno deciso di puntare su questo progetto con noi. Grazie a loro abbiamo iniziato 1 anno fa una ricerca di investitori. Per tutta l’estate ho lavorato con gli attuali proprietari per capire meglio la realtà e la sua gestione quotidiana e ora in autunno siamo quasi pronti per partire come nuovi proprietari.

Che valori ti ha lasciato Pollenzo e come li applichi nel tuo quotidiano e in questo nuovo progetto?
Durante il mio percorso a Pollenzo, al secondo anno durante il corso della Professoressa Paola Migliorini di ‘sistemi agro alimentari’ mi ha colpito molto una citazione di Wendell Berry: ’to be interested in food but not in food production is clearly absurd’.  Direi che in sintesi questa frase rappresenta bene quello che mi ha lasciato Pollenzo. 

Sono passato dal servire cibo e vino, come cameriere e sommelier nei ristoranti, a lavorare la terra e a seguire i processi di trasformazione e di vendita dei suoi frutti. Adesso con questo progetto cercheremo di mettere insieme agricoltura, ristorazione, educazione, accoglienza, servizio e valorizzazione dei prodotti agricoli.

Pollenzo mi ha dato una mano a sviluppare uno sguardo critico sul mondo attraverso il cibo. Mi piace pensare ad esso come qualcosa che può cambiare noi stessi con il mondo.

Consigli per chi vuole intraprendere la carriera di gastronomo?
Pollenzo mi ha lasciato una risorsa gigantesca: il network, il valore aggiunto più importante.  Proprio grazie ad esso sono stato in grado, insieme ai miei amici, di imbarcarmi nel magnifico progetto di Valleponci.

Fare squadra, parlare, conoscere, creare sogni condivisi sono stati degli step essenziali perché da soli non si va da nessuna parte. 

Per la mia tesi con la Prof. Migliorini ho valutato l’ipotesi di recupero agricolo di una cava di calcare e durante i mesi di scrittura sono stato in montagna a lavorare. Il tema mi ha molto appassionato, fino al punto di pensare di poter intraprendere un progetto post tesi proprio su quella cava. Il problema qual è stato? Ero da solo. Ciononostante, grazie alla tesi e a quell’idea di progetto ho capito che la mia direzione era quella di un progetto legato alla cura della terra ed alla condivisione.