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Nel 2017 il Master in Cultura del Vino Italiano sarà in lingua inglese. Inizio del corso: primavera 2017


Il Master in Cultura del Vino Italiano, ideato dall’Università di Scienze Gastronomiche insieme a Slow Food e Banca del Vino, si pone l’ambizioso  obiettivo di formare i wine teller ossia i nuovi ambasciatori del settore vitivinicolo d’Italia, protagonisti del marketing e della comunicazione del vino italiano.

Una formula unica che nasce esclusivamente a Pollenzo: didattica in aula, uscite in vigna e cantina, incontri con i grandi nomi dell’enologia italiana e internazionale, della cultura, dell’agronomia. Per pensare il vino nella sua complessità storica, culturale e ambientale oltre che tecnica e agronomica.


Chi è e cosa fa il wine teller?

È una nuova figura professionale che l’UNISG ha individuato grazie al confronto con numerosi produttori vitivinicoli, i quali hanno evidenziato la necessità di profili di questo genere per una efficace promozione del vino italiano.

È un esperto dei processi produttivi e della coltivazione della vite, che sa trasmettere e comunicare anni di tradizione enologica e vitivinicola, inserendoli in un quadro fatto di arte, storia, antropologia ed estetica dell’Italia.

Il wineteller sa narrare e commerciare il vino italiano trattandolo come una sintesi di una terra unica, che bisogna conoscere insieme al vino e grazie al vino, per apprezzare meglio quest’ultimo.



Come si struttura il Master?

Economisti, sociologi, giuristi, storici, antropologi, filosofi, agronomi, ampelografi, enologi, geologi ed entomologi formeranno la faculty del corso, unendo ai professori residenti i contributi di visiting professors da molte diverse realtà italiane, europee e mondiali.

Secondo la tradizione dell’Università di Scienze Gastronomiche, la teoria sarà con regolarità sposata alla prassi. L’attività in aula è completata da uscite periodiche degli studenti  per partecipare – in vigna e cantina – direttamente ai lavori con alcuni dei più grandi produttori piemontesi: Aziende Vitivinicole Ceretto, Fontanafredda, Cantine Borgogno, Azienda Agricola Conterno e Fantino, Contratto, La Spinetta.

Il programma prevede anche 3 viaggi didattici della durata di una settimana per permettere ai partecipanti di visitare ed approfondire alcuni dei terroir più significativi dell’Italia settentrionale, centrale e meridionale.
L’anno di corso inizia al tempo della potatura invernale e si conclude, dopo la vinificazione, con un periodo di tirocinio formativo finale.

Arricchiscono ulteriormente il quadro testimonianze eterogenee dal mondo dell’enologia, con agronomi impegnati da anni a sviluppare modalità spesso originali di cura e gestione del vigneto, botanici ed ecologi, storici dell’arte e filosofi, geografi, sociologi, antropologi, nonché esperti di legislazione tra i quali: Maurizio Gily, Jacky Rigaux, Claude e Lydia Bourguignon, Richard Baudains, Jeremy Parzen, Marco Baccaglio.

E ancora: incontri con personalità della scena enoica italiana e internazionale del calibro di Anselme Selosse, Giuseppe Mazzacollin, Enzo Ercolino, Alessio Planeta, Guido Fantino, Pierluigi Zamò, grazie ad un fitto programma di didattica integrativa.

Infine, grazie alla collaborazione con Slow Food e la Banca del Vino, il corso sarà integrato da sessioni di degustazione a cura della redazione di Slow Wine e potrà contare sulla disponibilità di una selezione di grandi vini italiani conservati nelle cantine della Banca del Vino.


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