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Processo all’alcol nella Terra dei Vini

Il giorno 3 Maggio presso il prestigioso Albergo dell’Agenzia di Pollenzo dove, nel 2004, è nata l’ormai famosa Università di Scienze Gastronomiche, si è svolto un intrigante processo ad uno dei tanti scheletri che molti giovani hanno nel loro armadio: l’Alcol.

L’incontro è stato organizzato dalla ASL CN2, SLOW-FOOD PIEMONTE E VALLE D’AOSTA, UNIVERSITA’ DI SCIENZE GASTRONOMICHE, IL COMUNE di BRA ed altre associazioni di categoria; scopo di questo processo non era tanto quello di dare una risposta definitiva a quello che l’alcol può avere nei settori sociali, istituzionali ed etici ma di essere un punto di inizio per costruire un tavolo di promozione al bere responsabile e soprattutto informato, premiando così non solo i gestori virtuosi ma anche gli stessi protagonisti dei variegati fine settimana: i consumatori e i giovanissimi.

Il processo è stato coordinato dal Giudice Dott. Alberto  Bernardi, ex Procuratore Capo di Cuneo, il quale in accordo con i giurati, rappresentati da gestori, studenti, consulte giovanili di Alba e Bra, forze dell’ordine, ha sentenziato che:

“Non sia possibile assolvere o condannare l’alcol o il vino tout court quanto piuttosto fornire alcune raccomandazioni. 

Il Giudice “respinge inoltre l’approccio proposto dalla Pubblica Accusa nelle sue componenti genericamente proibizioniste, ritenendo viceversa meritevoli di riflessione alcune delle richieste avanzate”

L’accusa infatti aveva proposto una linea dura di riferimento proibizionista, mentre la difesa puntava tutto sull’educazione che viene a mancare da parte delle istituzioni e dalle famiglie.

Ritengo opportuno sottolineare che più che allontanare i giovani dall’alcol bisognerebbe farli avvicinare con l’insegnamento e la consapevolezza che quello che più di tutto fa male è la frenesia, la smodatezza nel bere e la sempre più dilagante idiozia del consumo in stile “binge drinking”.

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