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La lectio magistralis del Ministro dell’Agricoltura Catania a Pollenzo: alcune riflessioni sull’agricoltura

La recente lectio magistralis, che il Ministro all’Agricoltura Catania ha tenuto presso l’Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo, è stata particolarmente incisiva ed ha palesato una competenza, che da tempo non si vedeva nel titolare del Dicastero di via XX Settembre. Alcuni tratti fondamentali hanno caratterizzato l’intervento del Ministro: la nuova politica agricola comunitaria, che è stato l’argomento principe della lezione e poi i giovani, di cui si è parlato nel dibattito successivo.

Parlare della Pac è parlare di un sistema molto complesso: ha cambiato il volto dell’agricoltura europea e si appresta a cambiarlo anche nel futuro; discutere di Pac significa discutere della produzione agricola di quello che è considerato il primo mercato agroalimentare del mondo in termini di valore. L’agricoltura italiana corre un rischio principale nel futuro prossimo: abdicare dalla propria funzione di fornitore di materie prime per il sistema agroalimentare italiano, che viene riconosciuto nel mondo per la sua qualità e unicità. Di contro questo pericolo è corso contemporaneamente anche dal comparto industriale e distributivo, così ben rappresentato dall’assemblea dei soci sostenitori dell’Università di Scienze Gastronomiche, che rischia di vedere fortemente indebolito il settore primario, che rappresenta, per tutto il sistema, il legame con il territorio e con la cultura del nostro paese.

Nel futuro prossimo dell’agricoltura non si può dimenticare il ruolo dei giovani, ancora poco presenti nel mondo dell’imprenditoria agricola, malata cronica di senilità: disponibilità dei terreni, redditi ancora inadeguati sembrano ostacoli grandi, anche se le cose stanno cambiando ed anche il crescere di iniziative universitarie, in grado di dare un significato nuovo alla produzione agricola, sembra rappresentare un segno di discontinuità.

Sempre a proposito del futuro prossimo dell’agricoltura, è parso di estremo buon senso il giudizio del ministro sugli Ogm, anche se probabilmente non sarà stato completamente nuovo agli orecchi degli studenti di Scienze Gastronomiche, in quanto hanno spesso ascoltato giudizi simili pronunziati dai docenti dell’Ateneo, in particolare da quelli che affrontano più da vicino le tematiche legate alla gestione e alla produzione dei beni agroalimentari.

Il Ministro Catania ha lasciato nei presenti l’impressione che sia possibile avere persone competenti e di buon senso nelle opportune sedi, anche se, bisogna dirlo, la partita della Pac e del futuro dell’agricoltura europea, purtroppo si gioca su tavoli in cui spesso l’agricoltura su piccola scala e le produzioni di qualità sono considerate, in un ranking di priorità, in posizioni abbastanza defilate. Toccherà quindi a tutti, studenti, docenti, imprenditori, società civile, impegnarsi e pungolare l’Europa, affinchè la Politica Agricola Comune, possa guidare il cambiamento virtuoso dell’agricoltura.

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