Identità Golose 2018

Il fattore uomo come elemento naturale

“Siamo nati dal cosmo, dalla natura, dalla vita, ma a causa della nostra stessa umanità, della nostra cultura, della nostra mente, della nostra coscienza, siamo divenuti stranieri a questo cosmo che nel contempo ci rimane segretamente intimo.”

 

Nel 1999 Edgar Morin, teorico della complessità, scriveva queste parole in uno dei suoi testi più noti: “I sette saperi necessari all’educazione del futuro”.

A distanza di quasi vent’anni, in un sabato di inizio marzo 2018, le sue parole risuonano come un canto di sirena tra gli stand di Identità Golose – congresso italiano dell’alta cucina e pasticceria internazionali – uno spazio dal quale i più, incautamente, ritengono la filosofia esclusa.

Il tema del rapporto fra uomo e natura – una relazione irrisolta di amore e odio, attrazione e distacco, incomprensione e ricerca di nuove connessioni- risuona a Identità Golose attraverso le parole e le immagini dei protagonisti di Identità Naturali: evento all’interno dell’evento.

Nelle loro parole i confini di questa relazione, nella quale i limiti dei singoli elementi non sono mai definiti e nella quale sembra impossibile trovare un equilibrio, sono stati evocati, cercati e immaginati senza peraltro arrivare a risposte definitive: a quelle certezze che, peraltro, Morin ritiene impossibili.

E allora forse a questo punto è d’obbligo porsi la domanda: che cosa significa l’aggettivo “naturale” e in che misura questo aggettivo può essere riferito alla natura umana, in particolare, quando questa stessa natura umana esprime la propria “golosa identità”?  

L’aggettivo ha vissuto negli ultimi anni di una fama degna degli chef ospiti a Identità Golose, e come lo sono loro: è amato e desiderato.

Amandolo però, di un amore spesso sbagliato, ne abbiamo fatto un uso indiscriminato, senza riuscire a trovarne la vera essenza, senza talvolta neanche provare a comprendere.

All’interno dell’evento, Corrado Assenza, anima del Caffè Sicilia di Noto e pasticciere profondamente legato alla sua terra, ha ripreso questo tema raccontando, con l’abilità dialettica e il carisma che lo contraddistinguono, la sua personale interpretazione del concetto di “naturalità”.  

Sostenitore di idee rivoluzionarie che abbattono schemi e modelli precostituiti e affermano la naturalità del fattore umano, Corrado Assenza propone provocatoriamente l’eliminazione della categorizzazione dei gusti, quando, ad esempio, afferma che: «la natura non è dolce o sapida: queste sono categorie che applichiamo noi umani, in maniera del tutto arbitraria, alla cucina e all’ordine delle pietanze» e poi ci spiega, ancora, che la natura dell’uomo è insita in ogni ingrediente, che il lavoro dell’uomo – il fattore umano – è naturale e come tale deve essere in equilibrio con ciò che crea e poi ci seduce con le sue stesse creazioni che esprimono il suo desiderio di sintesi, estrema, e di armonia fra natura vegetale e umana.

Un’altra voce che risuona alta a Identità Naturali è quella di Francesco e Vincenzo Montaruli che declinano il naturale come percezione, intelligente e attenta di ciò che sta intorno a noi: “Se non avessimo questa percezione che ci è stata impartita dai nostri genitori, per noi sarebbe tutta Murgia, tutta flora. Saper distinguere la ricchezza di ogni specie botanica è qualcosa che ci fa sentire ricchi, e soprattutto vivi, parte integrante di quel territorio, quasi come se fossimo degli ‘animali’ nel nostro ecosistema».

In un rapporto di coevoluzione Francesco e Vincenzo Montaruli riportano sulla tavola usanze ancestrali, ricordandoci che siamo parte della natura stessa. Ed è forse proprio da qui che possiamo partire o ri-partire nel ricostruire il nostro essere natura; ma siamo esseri complessi e complesse sono le risposte che cerchiamo.

Se è vero che abbiamo ritrovato, almeno in parte, un senso di equilibrio e studiato una coevoluzione, il prossimo passo per un riavvicinamento “segretamente intimo” a questa natura, che ci appartiene è riconoscere gli stranieri che siamo diventati.

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