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Il progetto “Nutrire Milano”: il Parco Sud e Expo 2015

Nutrire Milano è un progetto di ricerca intervento promosso da Slow Food Italia, dall’Università di Scienze Gastronomiche e dal Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano, per la Città di Milano e la vasta area del Parco Agricolo Sud, anche nella prospettiva di Expo Milano 2015. L’obiettivo è quello di creare un sistema di servizi e infrastrutture che conducano ad un cambiamento sistematico e radicale del modo in cui si concepisce la relazione fra l’agricoltura periurbana e la città. dando forma a uno scenario di reti alimentari sostenibili e innovative. Le attività sono articolate in tre anni (2010-2012), con l’utilizzo di una metodologia quali-quantitativa: a) analisi dei dati quantitativi esistenti; b) 500 interviste telefoniche a cittadini milanesi sulle abitudini alimentari e le relazioni con il Parco Sud, effettuate da Ipsos data; c) la parte qualitativa con interviste in profondità agli agricoltori del parco (circa gli aspetti agro-ecologici ed economici). Il team di lavoro è composto da Paolo Corvo, Piercarlo Grimaldi, Paola Migliorini, Elio Nasuelli, Bruno Scaltriti.

Per maggiori info: http://www.nutriremilano.it/

 

I risultati della ricerca 

Tab.1 – I risultati della ricerca quantitativa (in percentuale)

TematicaMolto AbbastanzaA grandi linee Solo di nome Per nulla
Agricoltura biologica

11

34

33

14

8

Transgenico

7

18

28

25

22

Sostenibilità ambientale

8

16

20

24

32

Alimentari a km 0

7

17

16

14

46

Equo-solidale

6

23

14

17

40

Biodiversità

5

14

24

29

28

Alimentari di prossimità

4

11

11

15

59

Presidio Slow Food

4

11

10

17

58

Nostra elaborazione da Ipsos Data

 

Le prospettive

I risultati della ricerca quantitativa evidenziano la complessità della situazione oggetto di analisi, ma anche alcuni aspetti positivi che fanno ben sperare per l’esito del progetto Feeding Milano. In particolare ci sembrano questi gli elementi più significativi che sono emersi:

–  Peraltro l’acquisto dei generi alimentari avviene prevalentemente nelle cattedrali del consumo, quali i centri commerciali, mentre solo una piccola quota compra direttamente dai produttori locali.

– La dimensione della sostenibilità alimentare è conosciuta nei suoi principi fondamentali, almeno a livello elementare, mentre è meno diffusa la conoscenza delle esperienze concrete, come i negozi di prossimità, per cui il termine sostenibile rischia di restare un concetto astratto.

– Diventano di rilevanza strategica la formazione e la sensibilizzazione dei cittadini milanesi circa le buone pratiche di sostenibilità alimentare e agricola, in modo che sia evidente la possibilità di implementazione nella vita quotidiana, superando una conoscenza superficiale e/o mediatica delle problematiche.

 

Riferimenti bibliografici
Cohen, E. (2004). Contemporary tourism. Diversity and change. Elsevier: Oxford.
Corvo, P. (2011). The Pursuit of Happiness and the Globalized Tourist, Social Indicators Research, 102,1.
Counihan, C.M., Van Esterik, P. (2006). Food and Culture. A reader. Routledge: New York.
De Ploeg, J.D. (2000), Revitalizing Agriculture: Farming Economically as Starting Ground for Rural Development, Sociologia Ruralis, n. 40 (4).
McMichael P. (2008). Multi-Functionality vs. Food Sovereignty. Sociologia urbana e rurale, n.87.
Poulain J.P (2008). Alimentazione, cultura e società. il Mulino: Bologna.
Sheller M, Urry J., eds (2004). Tourism mobilities: Places to play, places in play. Routledge: London, New York.