Si è tenuta venerdì 15 marzo la prima Riunione dei Partner Strategici del 2024

Si è svolto venerdì 15 marzo 2024 il primo incontro dei Partner Strategici del 2024, che ha visto in primo piano una serie di interventi legati al Green Deal europeo e alle tematiche della sostenibilità e responsabilità presente e futura del mondo della produzione e delle imprese: si è trattato pertanto di una mattinata densa di contenuti, proposte e confronti.

L’incontro, condotto e moderato da Oscar Farinetti, presidente dell’Associazione Amici dell’UNISG, si è aperto con il saluto del Prorettore prof. Nicola Perullo.

Ad aprire la mattinata è stato l’intervento di Carlos Alvarez Pereira, Segretario Generale Club of Rome, da titolo “Come garantire una terra per tutti?”, che ha toccato temi urgenti e fondamentali per il futuro del pianeta e soprattutto per l’intera umanità.
Partendo dalla domanda “La prosperità umana può portare alla fine della nostra civiltà?”, Pereira è giunto all’assunto per il quale il benessere non è guidato dai crescenti livelli di consumo, bensì dalla qualità delle nostre relazioni, con gli altri e con la natura. Come possono le aziende contribuire alla qualità relazionale con un  basso livello di impronta ecologica? Possono farlo prendendosi cura delle conseguenze delle proprie azioni sugli altri (esseri umani e non umani), riformulando l’innovazione e la tecnologia per essere utili all’umanità.  Per riassumere si deve avere una visione più attrattiva per il futuro, riconciliarci con la vita, riavvicinarci alle emozioni, alla cultura, all’espressività, e non solo alla produzione: è necessaria una visione più umanistica e di rinascimento.

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È intervenuto a seguire Roberto Ferrigno di Lumina Consult con la relazione intitolata “La sostenibilità nel Green Deal Europeo”, e dedicata agli strumenti normativi europei rivolti alle aziende e prospettive post Green Deal.
La Lumina Consult ha sede a Bruxelles e si concentra su neutralità climatica, sostenibilità ambientale, economia circolare, bioeconomia, soluzioni basate sulla natura, Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e benessere degli animali.
In merito al Green Deal, Ferrigno ha illustrato le priorità, le norme vigenti e le proposte legislative.
In particolare si è soffermato sulla taxonomy regulation, che identifica 6 obiettivi ambientali quali mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile e protezione delle risorse marine, transizione verso economia circolare, prevenzione e controllo inquinamento e protezione e recupero della biodiversità; quindi sulla Regulation on Deforestation free products, volta a ridurre l’impatto dell’Unione sulla deforestazione globale, limitando l’importazione e l’esportazione di prodotti derivati da bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno e diminuire le emissioni di gas serra e la perdita di biodiversità a livello mondiale.

Tra le proposte legislative Ferrigno ha evidenziato la Corporate Sustainability Due Diligence, proposta della Commissione Europea con l’obiettivo di introdurre un obbligo di due diligence d’impresa in materia di sostenibilità, imponendo alle aziende di individuare potenziali impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente nelle proprie attività, nelle filiali e nelle catene di valore.
Questa si applicherebbe ad aziende UE con più di 500 dipendenti e fatturato globale maggiore di 150 milioni di euro; ad aziende UE con più di 250 dipendenti e fatturato globale maggiore di 40 milioni di euro in settori ad alto impatto; a società non-UE con fatturato simile alle aziende citate sopra e generato nell’UE, mentre le microimprese e le PMI non sono soggette alle disposizioni proposte.
Inoltre ha illustrato la Carbon removal certification, accordo politico provvisorio del Consiglio e del Parlamento europeo sul primo quadro di certificazione a livello UE per il carbon removal, per il carbon farming e per lo stoccaggio del carbonio nei prodotti: l’adesione è volontaria e le nuove regole si applicherebbero alle attività che si svolgono nell’UE.

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Successivamente vi è stato l’approfondimento sulla Direttiva sulla Corporate Sustainability Due Diligence a cura di Elena Corcione, assegnista di ricerca UNISG.
La direttiva dovere di diligenza riguarda le imprese in materia di diritti umani e sostenibilità e ad oggi alcuni stati europei hanno già adottato norme interne relative al dovere di diligenza, ad esempio la Francia e la Germania. Vi sono inoltre alcuni regolamenti a livello europeo che già richiamano alla diligenza, pensiamo al regolamento sulla deforestazione, così come i regolamenti sulla finanza sostenibile, come quello della tassonomia.
Che cosa è il dovere di diligenza? È uno strumento per le imprese per far sì che possano affrontare i rischi della propria attività rispetto al tema delle possibili violazioni dei diritti umani al suo interno, ed evitare di causare queste violazioni attraverso la propria attività o l’attività di società, e lungo la filiera di valore, fino all’attività di partner commerciali.
Per fare questo occorre conoscere questi rischi attraverso un processo di studio della propria attività di impresa e mappatura lungo la catena del valore.
Questo si articola in 5 passaggi: il primo è l’identificazione dei potenziali rischi, attraverso la mappatura della filiera e instaurando un dialogo con gli stakeholder (non solo partner commerciali, ma anche le comunità locali, le ong, le associazioni, l’accademia); il secondo prevede l’adozione di tutte le misure necessarie per mitigare gli impatti negativi che si sono individuati e cessare gli impatti che si sono già verificati; il terzo è il monitoraggio dell’attuazione delle misure; il quarto è la comunicazione, poiché parte integrante della due diligence è di comunicare quello che si è fatto; infine il quinto attiene all’instaurazione di procedure di reclamo, realizzando uno dei principi cardine della tutela dei diritti umani, consentendo l’accesso alla giustizia.
La normativa sulla due diligenze è una grande opportunità per le aziende: a questo proposito si cita quanto detto dai rappresentanti delle Nazioni Unite nel 2008 “il passaggio fondamentale dalla logica del naming and shaming alla logica del knowing and showing”, ossia conoscere i rischi e mostrare e mettere in pratica le procedure per limitarli.

Quindi il prof. Michele Antonio Fino – Delegato della Terza Missione UNISG – ha esposto un puntuale aggiornamento sulla Terza Missione UNISG e sulle novità dell’offerta formativa Executive dell’ateneo.
L’UNISG ha predisposto un catalogo di proposte formative pensate per le persone che lavorano. Vi sono corsi di ogni tipo: a partire dalla formazione online dei MOOC alle summer school. Negli ultimi due anni UNISG ha erogato 1500 ore di formazione alle aziende: l’ufficio che si occupa di executive training è a disposizione per sviluppare proposte formative su misura per ogni realtà e azienda. Vi sono inoltre gli Executive Master, uno dedicato al vino che è in corso e di cui è già aperta la prossima edizione, un altro in collaborazione con Talent Garden sull’innovazione digitale dell’industria alimentare. Quindi abbiamo le Summer School: una presso CIR Food a Reggio Emilia, dedicata a innovazione e strategia dell’impresa agroalimentare con il dipartimento di Economia dell’Università di Parma, l’altra qui a Pollenzo diretta da Gabriella Morini presso il Pollenzo Food Lab e dedicata alla scienza in cucina.

A margine dell’intervento di Carlos Alvarez Pereira, Segretario Generale del Club di Roma, il prorettore Nicola Perullo si è ricollegato ad una frase in particolare: “Non c’è la ricetta unica, sappiamo cosa vogliamo, ma non abbiamo la ricetta finale per come farlo”.
A questo proposito ha citato un famoso filosofo della scienza: “La nave si ripara sempre mentre è in viaggio”.
Questo significa la ricetta la fai mentre viaggi. Pollenzo è lo spazio di questo confronto che non è solo teorico, ma ha casi reali del mondo della produzione. Dobbiamo essere consapevoli che non si può mai pretendere l’uniformità assoluta: c’è un dialogo e non c’è una unanimità. Ci sono forze che hanno punti di vista simili, non uguali, a volte divergenti: si va avanti mettendo insieme delle alleanze. L’università è lo spazio di questa idea di conoscenza e società scienza e società che fanno cose insieme.
L’università è il luogo dove si formano delle persone sulla consapevolezza che economia, politica, scienza, società devono andare insieme.
Quello che state dicendo calate nell’ottica di Pollenzo sono l’esempio centrale di come si può portare avanti la sostenibilità, dove si confrontano sensibilità che devono per forza essere uguali. È bella questa risonanza nelle differenze.

Al termine delle relazioni si è aperto il dibattito dedicato al confronto sui temi della giornata: hanno preso la parola Roberto Pellegrini di Riva del Garda Fierecongressi, Luigi Bottos di RINA, Sergio Capaldo di Consorzio eco-simbiotico Agricoltura Simbiotica, Andrea Sorbello di Barilla, Silvio Greco direttore del Laboratorio di Sostenibilità e Economia Circolare di UNISG, Raul Tiraboschi vicepresidente Slow Food Italia, Farchioni, Claudia Consoli di Rovagnati, Maria Elena Manzini di CIR Food, il dott. Petruzzelli del Mediterranean Agronomic Institute di Bari.

Ha concluso l’incontro l’intervento di Carlo Petrini, presidente UNISG di Pollenzo, che ha presentato il Manifesto per l’Educazione Alimentare e il programma del Ventennale di Pollenzo.

“Pollenzo deve diventare il luogo dove intraprendere un nuovo percorso sul cibo e l’UNISG  deve avere questa missione: la salute dell’uomo e la salute del pianeta. Pollenzo deve perciò attivare la forte operazione di rigenerazione delle sue tematiche  e delle sue impostazioni didattiche. Questa  è la nuova frontiera.
Per fare questo sarà compito di tutti cominciare a fare nuove riflessioni: c’è un elemento sul quale intendiamo dare valore a questo Ventennale. Parte da Pollenzo quindi una campagna nazionale che mira a raccogliere un milione di firme  per chiedere al nostro governo di inserire in modo organico l’educazione alimentare nella scuola dell’obbligo. Per questo cambiamento epocale, quello che mira a formare e educare le giovani generazioni, sarà necessario che tutte voi aziende siate al nostro fianco. È finito il tempo della competitività volta al solo profitto, ma è tempo di condivisione e collaborazione per cambiare insieme la società”.