Primi stage territoriali in Irlanda, Scozia, Veneto e Emilia-Romagna per gli studenti

Primi stage territoriali in Irlanda, Scozia, Veneto e Emilia-Romagna
per gli studenti
del primo anno
dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche

Gli studenti del primo anno dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche dal 20 al 30 marzo 2007 viaggiano attraverso la Scozia, l’Irlanda, il Veneto e l’Emilia Romagna. Per i giovani studenti provenienti da tutto il mondo, accomunati da una forte motivazione e passione per la gastronomia, si tratta dei primi stage territoriali e quindi di un momento molto significativo, in cui hanno la possibilità di osservare e studiare in prima persona i temi che hanno affrontato in aula nel corso di questi mesi.

Durante lo stage in Irlanda gli studenti affrontano diversi prodotti tipici della regione, tra cui la birra, la ricchissima varietà di produzione casearia a latte crudo, la produzione ittica. Lo stage prende il via presso il Bord Bia, l’ente creato dal Governo irlandese per promuovere lo sviluppo del mercato dei prodotti alimentari, delle bevande e dell’orticoltura irlandese, dove si svolge un seminario sui prodotti tipici irlandesi. Un’intera giornata è dedicata alla birra e alla sua storia nel territorio irlandese: il gruppo segue alcune lezioni sulla chimica e il processo di fermentazione, la materia prima, la maltazione, la fermentazione, la maturazione e la miscelatura. Attraverso delle degustazioni comparative imparano a riconoscerne e apprezzarne le caratteristiche organolettiche. Altri prodotti affrontati sono il burro, i formaggi irlandesi a latte crudo e i whiskey irlandesi.

In Veneto i protagonisti sono le produzioni tradizionali pure espressioni del territorio. Gli studenti durante lo stage hanno modo di avvicinarsi ai prodotti e alla ricca cultura gastronomica veneta e di approfondire il patrimonio vinicolo studiando le tecniche di vinificazione, la fermentazione alcolica e i diversi tipi di vinificazione in acciaio e legno. Tra i vini analizzati ricordiamo il Soave, il Valpolicella e il Prosecco. Altri temi affrontati sono l’arte casearia, con particolare attenzione ai metodi di produzione biologica, la pasta di cui visitano impianti di produzione di pasta a grano duro e di pasta all’uovo è la volta infine di un prodotto IGP: l’asparago bianco di Cimadolmo. Lo stage si conclude con una visita ad un’azienda agrituristica di cui viene analizzata l’esperienza produttiva.

L’Emilia Romagna è la meta per il terzo gruppo di studenti che nel corso di due settimane hanno l’opportunità di visitare e conoscere il patrimonio culturale e alimentare di una delle regioni italiane più rinomate a livello gastronomico. Durante le prime giornate emiliane si studiano, seguendone la filiera completa e visitando i rispettivi stabilimenti di produzione: il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano, il Culatello di Zibello, l’Aceto Balsamico Tradizionale e l’olio di Brisighella. In Romagna lo stage si focalizza sulla produzione animale attraverso lo studio di due Presidi Slow Food: la razza suina Mora Romagnola e il Raviggiolo. Alcuni giorni sono dedicati alla produzione ittica con particolare attenzione al pesce azzurro. Una giornata è inoltre riservata alla tradizione della pasta fresca fatta in casa.

Il quarto gruppo ha l’opportunità di visitare e conoscere la Scozia, le isole e le Highlands. Lo stage ha inizio presso la Wark Farm, dopo un’introduzione alla parte dello stage dedicata all’Aberdeenshire  segue una degustazione di prodotti freschi della fattoria. Durante i primi giorni i temi affrontati sono la produzione di pane artigianale, il whisky e lo studio di quattro di tipi di preparazione diversa.  Una giornata è dedicata alle tecniche agricole scozzesi dall’antichità ai giorni nostri. Sono previste diverse degustazione di formaggi e birre. Oggetto di studio è inoltre un prodotto simbolo di questa regione: il manzo dell’Aberdeenshire di cui gli studenti visitano gli allevamenti. La seconda parte dello stage si svolge a Shetland, il primo giorno gli studenti sono ospiti dell’Economic Development Unit dove seguono una lezione introduzione delle caratteristiche dell’isola, tra i prodotti studiati ricordiamo lo Shetland Bere, un cereale che cresce solo nel nord della Scozia, nelle Orcadi e nelle Shetland, l’industria scozzese dei mitili e il merluzzo biologico e sostenibile e un allevamento di ostriche. Una giornata è inoltre dedicata alla visita di una pescheria di proprietà dell’equipaggio di un peschereccio che ha avviato un’impresa di lavorazione e vendita diretta del proprio pescato.