Presentato oggi giovedì 16 giugno il Rapporto AlmaLaurea 2022 sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati

L’UNISG conferma la vocazione internazionale con il 28,1% di laureati di cittadinanza estera

Presentato oggi giovedì 16 giugno il  Rapporto AlmaLaurea 2022 su Profilo e Condizione Occupazionale dei Laureati nel corso del Convegno “Integrazione dei dati e potere informativo. Dalla formazione al mondo del lavoro“, organizzato in collaborazione con Alma Mater Studiorum – Università di Bologna  e con il sostegno del MUR.

Il Rapporto di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati ha analizzato le performance formative di circa 300mila laureati del 2021 di 77 università. In particolare, si tratta di 169 mila laureati di primo livello, 95mila dei percorsi magistrali biennali e 35 mila a ciclo unico.

Il Rapporto di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati ha analizzato 660 mila

laureati, di 76 università, di primo e secondo livello del 2020, 2018 e 2016 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

Anche l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è compresa nell’indagine, con i dati relativi ai laureati triennali e magistrali (non sono inclusi i diplomati dei Master). I laureati nel 2021 dell’Università di Scienze Gastronomiche coinvolti nel XXIV Rapporto sul Profilo dei laureati sono 128. Si tratta di 105 di primo livello e 23 magistrali biennali.

La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 28,1%: il 31,4% tra i triennali e il 13,0% tra i magistrali biennali. Il 42,2% dei laureati proviene da fuori regione; in particolare è il 41,9% tra i triennali e il 43,5% tra i magistrali biennali.

I dati del 2022 confermano l’alto grado di soddisfazione relativa all’ateneo e ai suoi servizi (l’87,8%).

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 164 laureati dell’Università di Scienze Gastronomiche. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2020 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2016 e intervistati dopo cinque anni.

L’Indagine ha coinvolto 79 laureati triennali del 2020 contattati dopo un anno dal titolo (nel 2021): qui il tasso di occupazione dei laureati di primo livello (si considerano occupati tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è del 60,5%.

I laureati di secondo livello del 2020 (magistrali biennali) contattati dopo un anno dal titolo sono 45, quelli del 2016 contattati a cinque anni sono 16.

Tra i laureati di secondo livello del 2020 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all’86,5%.
Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2016, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 76,9%.

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