Il 92,9 % degli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo esprime soddisfazione per l’esperienza universitaria

Presentato oggi venerdì 18 giugno in streaming, il XXIII Rapporto AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati


Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea presenta, in streaming, il XXIII Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati. Le Indagini hanno coinvolto 76 università ad oggi aderenti al Consorzio. Il Rapporto di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati ha analizzato le performance formative di 291 mila laureati nel 2020: in particolare, 165 mila laureati di primo livello, 89 mila dei percorsi magistrali biennali e 36 mila a ciclo unico; il Rapporto di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati ha analizzato 655 mila laureati di primo e secondo livello nel 2019, 2017 e 2015 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. 

Anche l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è compresa nell’indagine, con i dati relativi ai laureati triennali e magistrali (non sono inclusi i diplomati dei Master), che sono 124. Si tratta di 79 di primo livello e 45 magistrali biennali. 

La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 17,7%: il 27,8% tra i triennali. Il 46,8% dei laureati proviene da fuori regione; in particolare è il 41,8% tra i triennali e il 55,6% tra i magistrali biennali.

La presenza di laureati esteri all’Università di Scienze Gastronomiche è molto alta – 17,7% appunto – se paragonata al 3,9% del dato nazionale. Come già notato, il rapporto Alma Laurea non prende in considerazione i Master, dove la presenza di studenti stranieri è maggioritaria e connota in modo inequivocabile la spiccata vocazione internazionale dell’ateneo di Pollenzo.

I numeri confermano l’alto grado di soddisfazione relativa all’ateneo e ai suoi servizi (il 92,9%). L’83,2% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo.

L’Indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 152 laureati dell’Università di Scienze Gastronomiche. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2019 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2015 e intervistati dopo cinque anni.

Ad un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati triennali (si considerano occupati, seguendola definizione adottata dall’Istat, tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è del 66,7%. Tra i laureati di secondo livello del 2019 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari al 72,7%

Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2015, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 100,0%.

Il 2020 è stato un anno anomalo rispetto a quelli passati, in cui la pandemia ha colpito in linea generale i vari settori economici e produttivi: il comparto HORECA – il cui indotto attiene a gran parte del segmento operativo dei laureati UNISG – è stato tra i più penalizzati. Ciononostante leggendo i dati raccolti da Alma Laurea la flessione occupazionale dei laureati dell’Università di Scienze Gastronomiche riflette comunque l’andamento generale italiano.

Rapporto AlmaLaurea 2021 – Università di Scienze Gastronomiche 

Rapporto AlmaLaurea 2021 – Piemonte