A Pollenzo venerdì 25 e sabato 26 giugno un convegno sull’influenza della cultura italiana moderna sul gusto, i consumi e lo stile di vita negli Stati Uniti del dopoguerra

“Consumismi transatlantici moderni: Culture del consumo e prodotti italiani negli Stati Uniti del dopoguerra, 1949-1972” un convegno promosso da Università di Scienze Gastronomiche, Politecnico di Milano, Università Roma Tre e Università del Piemonte Orientale 

Gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento sono stati tipicamente rappresentati come dominati dall’egemonia della produzione, del consumo e della cultura di massa e dell’americanizzazione dell’Europa nel contesto storico della Guerra fredda. Tuttavia, nella direzione opposta del rapporto transatlantico, il Dopoguerra vide l’emergere, il manifestarsi e l’apprezzamento di uno stile distintamente italiano e moderno (progressivamente identificato come Made in Italy), originato in Italia e giunto negli Stati Uniti attraverso un’infrastruttura transnazionale di fitti scambi culturali e commerciali.

Mentre i prodotti della produzione e della cultura di massa, da Hollywood alla Coca-Cola, invadevano i mercati e le sensibilità europee, nuove merci, nuovi linguaggi e nuove culture italiane—dalla moda, al film, al design, al cibo, all’arte, all’immaginazione letteraria —entravano nella cultura dei consumi e nella coscienza globale dei consumatori americani.

Proprio sull’analisi di questo fenomeno verte il convegno “Consumismi transatlantici moderni: Culture del consumo e prodotti italiani negli Stati Uniti del dopoguerra”, che si tiene a Pollenzo venerdì 25 e sabato 26 giugno e che vede la partecipazione di docenti e ricercatori di vari atenei e istituti italiani e stranieri.

Il convegno fa parte del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) TT – Transatlantic Transfers: The Italian Presence in Post-War America del Politecnico di Milano, dell’Università Roma Tre, dell’Università del Piemonte Orientale e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, finanziato dal Ministero italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).

Il periodo considerato è delimitato da due importanti mostre svoltesi al MoMa di New York con l’obbiettivo di introdurre il pubblico americano a una “nuova cultura italiana”: “Twentieth-Century Italian Art” (1949) e “Italy: The New Domestic Landscape” (1972). 

Il convegno si propone quindi di identificare gli stili di modernità associati ai manufatti culturali e icone individuali italiane, come le stelle del cinema, gli artisti, i designer, gli autori e le autrici ecc., e i discorsi intertestuali attorno all’Italia, agli italiani e alla qualità dei prodotti italiani diffusi negli Stati Uniti del dopoguerra.

Inoltre il convegno esamina i diversi attori, pubblici e privati, statali e parastatali, che si sono esercitati nella promozione dei prodotti, dei linguaggi culturali e degli immaginari italiani tra i pubblici e i consumatori statunitensi (dalle Camere di commercio italiane negli Stati Uniti, all’Istituto per il commercio estero, ai programmi di scambio culturale e commerciale e alle fondazioni, ai grandi magazzini e ai cataloghi di vendita per corrispondenza, alle riviste, alle agenzie di pubblicità e marketing, agli organizzatori di mostre ed eventi ai critici enogastronomici ecc.).

 

Ecco il programma della due giorni:

https://www.unisg.it/consumismi-transatlantici-moderni-culture-del-consumo-e-prodotti-italiani-negli-stati-uniti-del-dopoguerra-1949-1972/programma/