Il Laboratorio della Creatività parte dall’assunto che per pensare il cibo occorre pensare con il cibo, vale a dire: per sviluppare processi creativi reali, il cibo va conosciuto dall’interno, ascoltandone le specifiche caratteristiche. Una corrispondenza dinamica e attiva.

In concreto, questo Laboratorio è:

  • Uno spazio per progetti editoriali dove si curano in particolare la scrittura e limmagine del cibo; è importante pensare nuovi linguaggi e nuove immagini per dare valore e dignità al cibo;
  • Uno spazio per pratiche di gusto e di assaggio: occorre sottoporre al vaglio critico  i meccanismi della percezione, per creare  nuovi modelli di comunicazione e scrittura . Modelli  più aderenti alla realtà contemporanea di quelli un po’ usurati solitamente utilizzati nel giornalismo di settore;
  • Uno spazio dove si pensano i rapporti tra cucina e arte, ma anche l’”arte di mangiare” come nuova proposta per un’arte di vivere;
  • Uno spazio per creare eventi insieme –  eventi legati al cibo, in modo diretto o indiretto.
  • Uno spazio sia quale centro di esercitazione permanente (pratiche di degustazione e di scrittura, organizzazione di eventi, seminari e dibattiti) sia quale luogo di interazione con progetti di ricerca e di consulenza promossi da altri soggetti.

Il centro è costituito dall’interazione corrispondente di specialisti, operatori di settore, appassionati, studenti della nostra e di altre Università,  per sviluppare proposte innovative nel campo  della scrittura, del linguaggio, della expertise gastronomica, della creatività e dell’immagine legate al cibo.  Un luogo di lavoro interdisciplinare dove convergono e dialogano la  filosofia, l’estetica, l’antropologia, la sociologia, la semiotica e più in generale tutti i saperi interessati alla dimensione culturale, comunicativa e percettiva della gastronomia.

Nel centro si organizzeranno seminari, workshop e iniziative con i migliori esperti internazionali di ogni tema trattato.

Cosa è la creatività riguardo al cibo?

Alla base del laboratorio l’idea che la gastronomia è una pratica di pensiero. Una pratica interdisciplinare nella quale occorre continuamente saggiare e confrontare i vari campi che la costituiscono, aggiornandone i modelli teorici. Infatti, le modalità percettive ed esperienziali cui sottosta il rapporto con il cibo sono molteplici, cangianti, interattive. Da qui la necessità di uno spazio di creatività.

Non vi è solo la creatività in cucina, come spesso si è portati a pensare. La creatività del cibo riguarda i suoi linguaggi, le percezioni, gli stili che hanno a che vedere con il mangiare a tutti i livelli.  Alla base del Laboratorio, sta l’ipotesi che  la creatività non sia l’opposto della quotidianità né della cosiddetta “tradizione”; essa piuttosto emerge dal quotidiano e dal codificato come una sporgenza che ne mette in causa le sclerosi. Una sporgenza che dipende da sguardi e pratiche che li rivitalizzano, riscoprendoli nella loro carica trasformatrice. La “tradizione”, a sua volta, non è filologia né museificazione. Essa è assimilazione e metabolismo, e concerne la capacità di introiettare gli elementi dell’ambiente circostante per operarvi con capacità e sensibilità.

Per maggiori informazioni: n.perullo@unisg.it